Damasco: la battaglia arriva a piazza degli Abbasidi, simbolo di una rinascita perduta

Doveva essere la piazza Tahrir di Damasco, quella dove nel marzo 2011, all’inizio delle inedite proteste anti-regime, sarebbero affluite decine di migliaia di manifestanti pacifici. Ma ben presto è diventata una caserma a cielo aperto, roccaforte delle truppe fedeli al presidente Bashar al Assad, e ora è uno snodo cruciale a poche centinaia di metri dalla linea del fronte tra forze governative e ribelli. Secondo ultimo bilancio degli attivisti anti-regime in Siria ci sono state almeno 75 persone uccise, mentre l’Ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) citando fonti locali ha parlato di una famiglia di dieci beduini (padre, madre e otto figli) sterminata in una tenda lungo la strada fra Homs e Tartus. Piazza degli Abbasidi, intitolata alla celebre dinastia islamica, è una rotonda posta sul lato nord-orientale della città e da anni costituisce la frontiera informale tra i quartieri benestanti di Tijara e Qusur, abitati in prevalenza da famiglie della borghesia cristiana, e le depresse periferie di Jawbar e Qabun. Questi ultimi due rioni sono da mesi ormai sotto il controllo dei ribelli, in larga parte sunniti con tendenze fondamentaliste. Circa dieci giorni fa gli insorti avevano annunciato di aver conquistato la stazione dei bus a nord della piazza, all’altra estremità del vialone Khuri, che collega gli Abbasidi con la periferia nord-orientale. «Colpi di mortaio ormai cadono quasi ogni giorno sul viale e danneggiano edifici e automobili», hanno affermato alcuni residenti del quartiere di Tijara. Di notte nessuno si azzarda ormai più a girare a piedi o in auto per la capitale. «Tantomeno nessuno si avventura agli Abbasidi. Anche di giorno – ha detto una fonte – si rischia di essere colpiti da cecchini, dall’una o dall’altra parte». Nei primissimi giorni di proteste pacifiche a Damasco, nel marzo 2011, migliaia di manifestanti provenienti da Jawbar e Qabun tentarono invano di raggiungere gli Abbasidi con l’intento di occuparla come era successo due mesi prima a piazza Tahrir del Cairo. Allora le forze di sicurezza aprirono il fuoco direttamente contro i cortei. Diversi filmati amatoriali diffusi nei giorni scorsi hanno mostrato, miliziani fondamentalisti arroccati nelle abitazioni di Jawbar più prossime agli Abbasidi e giocare al gatto e al topo con le truppe lealiste.