Crisi, malgrado l’ottimismo della Merkel anche la locomotiva tedesca arranca

Stenta a decollare la ripresa in Germania, zavorrata dalla pesante crisi dell’eurozona, principale mercato di sbocco per l’export tedesco. Nell’ultimo trimestre del 2012 la crescita economica della Germania ha visto una flessione dello 0,6% e l’indice Zew, che misura le aspettative sull’economia tedesca, è sceso per la prima volta in cinque mesi, precipitando ad aprile a 36,3 punti dai 48,5 di marzo, risultando nettamente inferiore alle attese e alimentando dubbi sulla forza della ripresa della prima economia di Eurolandia. «Un’altra prova, questa, che la recessione nell’Eurozona sta avendo effetti negativi sulla Germania», ha commentato lo stesso presidente dell’istituto di ricerca Zew, Clemens Fuest.

Si tratta infatti dell’ennesimo dato deludente dopo quelli su export, disoccupazione e attività manifatturiera negli ultimi due mesi. A febbraio l’export tedesco ha segnato una flessione inattesa dell’1,5% su mese, come così pure l’import con un -3,8%. In particolare, ha indicato Fuest, si registra un calo delle esportazioni nel settore auto e componentistica. Il numero dei disoccupati (dati destagionalizzati) a marzo è aumentato a sorpresa di 13.000 unità a 2,935 milioni, con un tasso al 6,9%. Nello stesso mese di marzo si è verificata poi una inaspettata contrazione dell’attività manifatturiera, con l’indice Pmi in discesa a 48,9 punti dai 50,3 di febbraio, tornando così nuovamente sotto quella quota 50 che fa da spartiacque tra espansione e contrazione del ciclo.

La Bundesbank ha reso noto che nel 2012 il debito pubblico tedesco è salito al record di 2.166 miliardi di euro, pari all’81,9% del Pil. Nonostante queste battute d’arresto, però, la speranza è che la Germania sia ritornata a crescere nel primo trimestre del 2013, seppure lievemente. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha detto di «non condividere il pessimismo sull’outlook economico della Germania» e non vede dunque il motivo per rivedere le previsioni di crescita del Paese. La Banca Centrale tedesca stima per quest’anno un rialzo del Pil dello 0,4%, mentre le ultime stime del Fondo monetario internazionale parlano di un +0,6%. Lo stesso Fmi prevede ancora in contrazione il Pil di Eurolandia quest’anno a -0,3% dopo il -0,6% del 2012. Ma per la cencelliera Angela Merkel la Germania ha superato la crisi grazie all’azione combinata di aziende, sindacati e programmi congiunturali pubblici. «Attraverso un’intelligente combinazione di iniziative delle aziende, responsabilità dei sindacati e programmi congiunturali pubblici siamo riusciti a tornare ai livelli pre-crisi, o anche oltre», ha asserito.