Countdown per le comunali di Roma. Tra Alemanno e Marino prime scintille in tv

Meno trenta all’alba. Con la presentazioni delle candidature a sindaco (22 nomi, nessuna donna) e delle liste è partito il conto alla rovescia per le elezioni amministrative di Roma in programma il 26 e 27 maggio. «Avete visto quanti capelli bianchi mi sono venuti in questi anni? Lasciate perdere», ha scherzato nei giorni scorsi Gianni Alemanno rivolgendosi i competitor. Fair play e ironia da parte del primo cittadino che punta al bis ma sa bene che la strada non è in discesa. Lui stesso prevede un ballottaggio con il candidato della sinistra, Ignazio Marino, il chirurgo con faccia sorniona, che potrebbe rivelarsi un osso duro. Misconosciuto ai romani, non avrebbe chance se non fosse espressione della dirigenza del Pd che lo ha sponsorizzato pesantemente alle primarie contro gli altri candidati (David Sassoli, Paolo Gentiloni, i principali). A sfidare il primo cittadino anche il candidato grillino, Marcello De Vito del quale non si sente un gran parlare anche se appena scelto per la conquista del Campidoglio appariva il possibile protagonista dello scontro. Nato e cresciuto a Roma, è assurto alla cronache per lo scivolone contro i Rom che votavano alle primarie. In rappresentanza dei montiani Alfio Marchini, il Ridge de’ noantri, rampollo della Roma bene. Ingegnere, famiglia di costruttori vicina al Partito comunista, è stato membro del cda Rai.

A battere tutti sul tempo per il primo macht fra i quattro big è stato Canale cinque, che nel corso di  Domenica Live, condotta da Barbara D’Urso, ha mandato in scenal confronto tutt’altro che pacato. Ha aperto le danze il chirurgo dei democratici con un passaggio dal sapore populista, che racconta della «signora Elisa che ha un figlio con una tetraparesi spastica e non può muovere nessuno dei quattro arti. La Giunta Alemanno ha ridotto le sue ore di assistenza domiciliare da 37 a 14». «Non è così, non è vero», ribatte il sindaco, «ho aumentato la spesa sociale di ben 146 milioni di euro in 5 anni». Ma è soprattutto l’Imu a surriscaldare il dibattito. Alemanno conferma l’impegno di cancellare la tassa per un terzo delle famiglie romane («abbiamo mo trovato 116 milioni di euro»),  Marino non concorda, «dobbiamo adeguare l’Imu alla ricchezza reale delle persone» e già che si trova attacca pure Marchini, il quale a sua volta esibisce una certa competenza in fatto di conti.

Ma la campagna vera sarà on the road: in piazza, tra la gente, sulla rete. Alemanno può contare sul Pdl, la lista civica, Fratelli d’Italia e la Destra. In extremis il sindaco ha chiuso l’intesa con il partito che a Roma è rappresentato da Fabio Rampelli. Dopo la celebrazione della primarie che hanno tastato gli unori degli elettori di centrodestra (chiamati a scegliere se appoggiare da subito il sindaco uscente o se candidare un altro rappresentante), il movimento ha deciso di scendere in campo con Alemanno a condizione che interpreti il secondo mandato con maggiore discontinuità rispetto alle giunte Rutelli e Veltroni. Nella squadra di Marino è capolista Rita Paris, direttore della Soprintendenza archeologica di Roma. Tra i big l’ad della maison di moda Gattinoni Due Stefano Dominella, Franco La Torre, figlio di Pio ucciso dalla mafia negli anni ’80, la cantautrice Grazia Di Michele.