Con quei 78 voti Annamaria Cancellieri ha già stabilito un primato: mai una donna è stata così vicina al Colle

Ha ricevuto 78 voti, nove in più dei grandi elettori di Scelta civica (69). Segno che Annamaria Cancellieri ha sfondato anche a sinistra, tra gli elettori di Pd e di Sinistra e libertà. Mai prima d’ora nella storia delle elezioni per il Quirinale una donna stata è andata così vicina all’elezione. Se dovesse votarla anche il centrodestra, come anticipato dal Pdl e se Bersani finalmente dovesse capire che la sua ostinazione non porta da nessuna parte, l’Italia potrebbe finalmente avere un capo dello Stato super partes, che rappresenti (davvero) l’unità nazionale. Madre di due figli e nonna, la Cancellieri è stata con Rosa Russo Jervolino l’unica donna dal 1861 a guidare il ministero dell’Interno ed ora potrebbe essere la prima donna nella storia d’Italia a salire al Quirinale. Chiamata da Mario Monti a far parte del governo tecnico nel novembre 2011, l’attuale titolare del Viminale è laureata in Scienze politiche. Nata a Roma nel 1943, Cancellieri ha avuto il suo primo incarico nello Stato 41 anni fa quando, nel 1972, fu nominata capo ufficio stampa della Prefettura di Milano. Nel capoluogo lombardo rimane vent’anni fino a quando, nel luglio del 1993, viene nominata prefetto e torna a Roma alla Direzione generale per l’Amministrazione e gli affari del personale. Poi altri 16 anni in giro per le prefetture d’Italia: prima a Parma come commissario del Comune; poi come prefetto a Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova.

Quando nel 2009 va in pensione, Cancellieri resta meno di un anno a fare la nonna: a novembre viene nominata commissario del Teatro Bellini di Catania e nel febbraio 2010 il suo predecessore al Viminale Roberto Maroni la chiama a guidare, sempre come commissario, il Comune di Bologna, in seguito alle dimissioni del sindaco Delbono, travolto dal Cinzia-gate. A Bologna l’apprezzano tutti e nel 2010 una lista civica in appoggio al centrodestra le propone la candidatura a sindaco. Lei però rifiutò: «Sono indisponibile ad essere espressione di qualsiasi schieramento politico nazionale o locale». Tornata di nuovo in pista con il ruolo di commissario a Parma dopo le dimissioni del sindaco Vignali, nel novembre 2011 accetta la chiamata di Monti che voleva quote rosa per il suo governo. Anche su questo aspetto la Cancellieri ha sempre avuto le idee chiare: «Io l’8 marzo l’abolirei, la donna non deve sentirsi razza a parte perché siamo molto meglio degli uomini». Al Viminale il ministro ha dato una forte accelerazione all’aggressione dei patrimoni mafiosi e, prima volta nella storia, ha sciolto per mafia un comune capoluogo di provincia, Reggio Calabria. Ma al ministero Cancellieri ha dovuto affrontare anche alcune delle pagine più buie della polizia. Su tutte, le condanne definitive per il massacro della Diaz a Genova. «La sentenza della Cassazione – disse in quell’occasione – mette fine ad una vicenda dolorosa che ha segnato tante vite umane. Ma questo non significa che si debba dimenticare, anzi. Il caso Diaz deve restare nella memoria». L’unico svago per il ministro è la passione per il calcio, in particolare per la Roma, di cui è tifosissima. L’unico campo dove la Cancellieri non sarà mai super partes.