Berlusconi: no alle campagne d’odio, il Paese va pacificato

«Invito gli italiani a non cedere alle campagne di odio, io ne sono stato bersaglio per vent’anni e ne ho subito le conseguenze. Ora la nostra solidarietà va ai carabinieri rimasti feriti e alle loro famiglie». All’indomani della sparatoria davanti Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi ospite del programma La Telefonata, nell’analizzare la situazione precisa che l’attentato «è stato un fatto grave, ma l’ordine pubblico, nonostante la crisi economica, non è mai stato in pericolo né ora né in passato, né lo deve essere». Ora per Berlusconi è assolutamente necessario pacificare il Paese. «Ci sono state nel passato troppe lacerazioni e un Paese come il nostro – ha detto – deve porsi come obiettivo quello di arrivare al bipolarismo sul modello americano, dove ci sono due partiti che si contrappongono e dove nessuno ha il timore prima di un’elezione, che se vanno al governo gli altri si debbano sopportare ingiustizie». Poi, ha puntato il dito contro l’estrema sinistra che «ha preso il pretesto del gesto di un uomo disperato per lanciare accuse deliranti alla politica e ai politici. Quando si gioca con il fuoco parlando di assalto alle istituzioni e inveendo contro tutto e tutti succedono cose come questa». Quanto all’appoggio del Pdl al nuovo governo ha subito precisato che «Letta si è impegnato a realizzare i punti del programma che abbiamo illustrato in campagna elettorale, come l’abolizione dell’Imu, la revisione dei poteri di Equitalia e l’abbassamento della pressione fiscale». E non ha escluso che possa essere lui a presiedere la Convenzione per le riforme: «Ho avuto modo per nove anni di verificare come davvero il Paese non sia governabile. Va modificata l’architettura dello Stato e vanno dati più poteri al premier, che non può cambiare ministro né usare lo strumento del decreto legge come fanno gli altri colleghi europei». Infine, «se ci fosse un fallimento del governo si dovrebbe andare a elezioni e chi si fosse assunto la colpa ne subirà la pena. E io credo che per il colpevole sia difficile presentarsi al giudizio degli elettori. Da parte nostra c’è il reale proposito di farlo lavorare, speriamo anche da parte degli altri. Avendo una fortissima maggioranza spero possa avere una vita duratura per poter approvare tutte le riforme, economiche e costituzionali». Dulcis in fundo ha precisato che pur non essendo fisicamente nel governo «il programma che questo governo deve svolgere è quello che deriva da quegli studi che sono sfociati in otto disegni di legge che noi abbiamo diffusamente spiegato. Essendo io il presidente del Popolo della libertà i ministri del Pdl avranno un continuo dialogo con me».