Anche Gino Strada si sente Sua Altezza e offende Brunetta per la statura. Ma la sinistra tace

Uno dei primi fu Massimo D’Alema che lo definì «energumeno tascabile». Poi ci pensò Mario Monti, a “Uno Mattina”: «Penso all’onorevole Brunetta che sta portando, con l’autorevolezza di un professore di una certa statura accademica, il Pdl su posizioni piuttosto estreme e settarie». Sull’aspetto fisico dell’ex ministro hanno ironizzato, con apprezzamenti pesanti, un po’ tutti, al centro e a sinistra, facendo saltare quel termometro buonista che utilizzano a proprio uso e consumo. Offendere Brunetta si può, tanto non è uno dei nostri, e quindi non si rischia di essere travolti dal coro dei politicamente corretti. L’ultimo, in ordine cronologico, è Gino Strada, indicato – Dio ce ne scampi e liberi – come candidato al Colle (ma lui fa anche il sostenuto, «sarebbe masochista accettare»). A Un giorno da pecora il fondatore di Emergency ha confessato: «Alle ultime elezioni non ho votato perché ero a Los Angeles. Faccio una confessione: ho votato una volta sola negli ultimi decenni». Quando? E per chi? «Per il sindaco di Venezia. Ho scelto Orsoni  perché ho semplicemente pensato che Brunetta fosse esteticamente incompatibile con Venezia. Secondo me lui non c’entra niente con Venezia». Parole pesantissime, esteticamente incompatibile, accolte da uno strano silenzio dai benpensanti della sinistra. Immediata la replica: «Anche nella Germania degli anni Trenta c’erano medici, colleghi del dottor Strada, che esprimevano opinioni estetiche simili a quelle espresse dal fondatore di Emergency – ha detto Brunetta – ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. E da vergognarsi». Già, da vergognarsi. Ma da quelle parti, a sinistra, non si vergognano mai. Forse perché pensano ancora di avere una superiorità morale. O forse perché si sentono Sua Altezza.