Altri sette anni di Napolitano. Ora cosa succede?

Napolitano è stato eletto con i voti di Berlusconi. Franceschini su twitter si rammarica per la pioggia di messaggi di insulti che i responsabili del Pd stanno ricevendo e che denunciano proprio questo. Napolitano, che è stato celebrato sulle tv di tutto il mondo come l’uomo che aveva “liberato” l’Italia da Berlusconi, regnerà per altri sette anni grazie ai voti dello stesso politico che aveva cercato di uccidere (politicamente). Se le ragioni per cui il 12 novembre di due anni fa Napolitano impose il governo Monti agli italiani erano valide, la sua rielezione non ha alcun senso. Se invece valide non erano, la sua rielezione ha ancora meno senso. Fatto sta che è assolutamente vero che la politica è la ricerca del male minore e Berlusconi – ma anche la Cei – sostengono che questo sia il male minore. Ma sette anni, in politica, sono un’eternità. Se, com’è possibile, Napolitano affiderà il mandato a Giuliano Amato, dopo venti anni di inutile cagnara saremo tornati indietro ai primi anni Novanta. Stessa situazione, stesso scenario, stessi nomi. Grillo oggi grida al colpo di Stato. Non si capisce perché allora non si poteva chiamare colpo di Stato il rovesciamento del governo legittimo voluto dagli italiani e abbattuto da Napolitano due anni fa. L’Italia è considerata nel mondo il Paese dei furbi, invece è palesemente il Paese degli idioti. L’unico straordinario cervello è proprio Napolitano, che di fatto ci ha fregato tutti. Quando ha annunciato l’istituzione del suo consiglio della Corona di dieci cooptati, lo abbiamo canzonato tutti per quello che ritenevamo un giochino senile che alla fine aveva partorito solo una listina della spesa che lui, a suo dire, avrebbe rigirato al suo successore. Sapeva benissimo già allora che il successore sarebbe stato lui. Dopo aver “sospeso la democrazia” col commissario Monti – che ha usato come un kleenex – ci ha lasciato giocare ai piccoli elettori solo per dimostrarci, di nuovo,  che non eravamo maturi per decidere da soli. E ha vinto lui. Bersani pensava di aver vinto e si è disintegrato. Berlusconi ha rivoltato il tavolo e ottenuto una non-sconfitta. E in politica è sempre meglio pareggiare. Personalmente vivo la rielezione di Napolitano come una tragedia. Quando c’è aria di rivoluzione – in meglio o in peggio – e arriva la restaurazione, la possibilità che si verifichi un cambiamento viene respinta in un futuro lontanissimo.  Ma quando un nemico ti supera in astuzia l’unica cosa da fare è togliersi il cappello e riconoscere la sconfitta. Chapò a Napolitano il restauratore. Bentornati all’ancien regime. Ricominciamo tutto da capo. Forse tra vent’anni ci andrà meglio.