Sit-in di poliziotti “sindacalisti”: la mamma di Aldrovandi in strada con la foto del figlio morto

Scelta davvero discutibile quella del Coisp, sindacato di polizia, di manifestare a Ferrara proprio sotto l’ufficio di Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, rimasto ucciso dopo essere stato picchiato da agenti della polizia. La donna ha deciso di scendere in strada, per mostrare l’immagine del figlio massacrato, simbolo della battaglia che ha portato alla condanna definitiva per omicidio colposo di quattro agenti di polizia. Un segno della sua dignità, davanti a un sit-in del Coisp, sindacato delle forze dell’ordine molto critico verso quella sentenza: quando hanno visto la Moretti, i manifestanti si sono voltati, lasciando poco dopo la piazza del comune di Ferrara, anche se hanno spiegato di non sapere che lei lavorasse proprio lì. E a fine giornata l’intera aula del Senato ha espresso solidarietà alla madre. I senatori, compresi i componenti del Governo, si sono alzati per esprimere lo sdegno per il presidio organizzato del Coisp. Tra gli esponenti del governo che hanno battuto le mani e si sono alzati in piedi in segno di solidarietà, anche il ministro dell’Interno Cancellieri e l’ex capo della Polizia ora sottosegretario con delega ai Servizi, Gianni De Gennaro. «Non ci saranno sanzioni, ma un giudizio morale assolutamente negativo sì», ha detto la Cancellieri. «Ritengo sia un episodio doverosamente da condannare – ha aggiunto De Gennaro -. Serve rispetto umano per una madre che ha perso un figlio. Sanzioni? Non sono più capo della Polizia». Il presidio, regolarmente autorizzato, era organizzato da una settimana, nel giorno del congresso regionale al quale il segretario Franco Maccari aveva invitato anche la Moretti. Ad animarlo circa una ventina di persone, dietro lo striscione “La legge non è uguale per tutti. I poliziotti in carcere, i criminali a casa. Solidarietà, amicizia, speranza, affetto per Luca, Paolo, Monica, Enzo”, ovvero i nomi dei colleghi condannati per la morte di Aldrovandi. Moretti, che è dipendente comunale, ha postato la foto su Facebook, commentando: «Sono poliziotti. Sono come quei quattro?», e immediatamente la notizia si è diffusa tra la rete e le vie della città, dove la morte di Federico rappresenta ancora una ferita aperta.