Sette assessori al centrodestra e sette alla Lega: in Lombardia è pronta la squadra di Maroni

Passaggio di consegne tra il nuovo presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e l’ex governatore Roberto Formigoni, che a Palazzo Lombardia ha consegnato al leader della Lega Nord «un umile campanellino, simbolo della responsabilità del presidente». Poi Formigoni e Maroni si sono stretti la mano e si sono abbracciati. «Saranno quattordici gli assessori – ha annunciato Maroni -: sette uomini e sette donne, come promesso in campagna elettorale». La Giunta è praticamente pronta, ma solo domani ci sarà appunto l’annuncio ufficiale dei nomi e delle deleghe. Quindi, nel tardo pomeriggio, intitolerà la Sala dei 500 a Marco Biagi, a 11 anni dal «barbaro assassinio» del giuslavorista che lavorava con lui al ministero del Welfare. «Un modo per onorare la memoria di una grande persona», ha spiegato il presidente della Regione. Ma anche per segnalare quale sarà la priorità: «L’impegno per il lavoro e l’uscita dalla crisi economica». I sette assessorati assegnati a Pdl e Fratelli d’Italia sono quelli di Mario Mantovani vicepresidente con delega alla Sanità, Maurizio Del Tenno alle Infrastrutture, Mario Melazzini alle Attività Produttive e Ricerca, Valentina Aprea al Lavoro e Formazione, Alberto Cavalli al Commercio e Turismo, Paola Bulbarelli alla Casa, Viviana Beccalossi al Territorio e Urbanistica. I 7 assessori di area Lega sono definiti, ma sembra che fino all’ultimo in via Bellerio (sulla questione c’è la consegna del silenzio da giorni) abbiano preso tempo. Con Maroni, ci saranno Massimo Garavaglia al Bilancio, Antonio Rossi allo Sport, Gianni Fava all’Agricoltura, Maria Cristina Cantù al Welfare, Claudia Terzi all’Ambiente. Per le altre due deleghe circolano i nomi di Erica Rivolta, Simona Bordonali, Francesca Brianza e Dario Galli. In più, il governatore ha deciso di nominare Andrea Gibelli segretario generale, in pratica l’uomo macchina della Regione.

Prima del passaggio di consegne Formigoni ha inviato una e-mail ai tremila dipendenti della Regione Lombardia, per salutarli e ringraziarli dopo 18 anni come governatore. «Un privilegio davvero unico», quest’ultimo, ha evidenziato il senatore Pdl, che ha fra l’altro scritto di aver lasciato «una Lombardia forte ed efficiente, i conti in perfetto ordine e la riconosciuta eccellenza dei nostri servizi».