Renzi sente puzza di “default” e non va alla direzione del partito. Il Pdl propone un ticket Bersani-Alfano

«Non vado, per un motivo molto semplice: è stata convocata all’ultimo momento, e io sto a Firenze a fare il sindaco». Matteo Renzi sente puzza di “default” intorno a Bersani e si defila, in attesa che arrivi il suo turno. Niente direzione nazionale del Pd, meglio restare a Firenze, nel giorno in cui Bersani ha iniziato le consultazioni per la formazione di un governo che al momento non si sa quali forze politiche potrebbero sostenerlo. Il segretario del Pd, che ha ricevuto da Napolitano un pre-incarico, ha visto i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, e dell’Ugl Giovanni Centrella , uniti nella richiesta di dare con urgenza un governo al Paese per fronteggiare una crisi ormai paralizzante per l’economia. «Abbiamo chiesto a Bersani di considerare i problemi essenziali, a partire dalla riduzione delle tasse sui lavoratori e sui pensionati, che è una esigenza di giustizia e dell’economia», ha poi riassunto Bonanni, al termine delle consultazioni. Il leader della Cisl ha insistito sulla necessità di una “strada della responsabilità” di fronte alla situazione del Paese. «Ha la febbre da tempo, ma nessuno ha messo le mani sull’infezione», ha sottolineato il leader della Cisl. La Cgil, invece, ha fatto propria la proposta di Berlusconi, spacciandola per idea originale: «Abbiamo chiesto di togliere il pagamento dell’Imu sulla prima casa fino a mille euro», ha spiegato Susanna Camusso, aggiungendo che le prossime scadenze estive tra Tares, Imu e aumento Iva sono “una miccia che va disinnescata”. Nel primo giorno di consultazioni di Bersani, il Pdl annuncia che vedrà il premier pre-incaricato insieme alla Lega. E nella riunione dei gruppi parlamentari, Berlusconi lancia una nuova proposta al Pd: «Siamo pronti a un governo Bersani, con Alfano vicepremier e un presidente della Repubblica moderato». Nella riunione dei gruppi parlamentari, il Cavaliere avrebbe detto “diremo a questi signori della sinistra che ci sediamo a un tavolo solo se si parla di un governo insieme”. Ma Bersani sembra ormai votato al suicidio parlamentare con Grillo.