Renzi scivola sulla pensione da dirigente: promosso dal babbo, paga lo Stato

Lo hanno scoperto due esponenti fiorentini del centrodestra, Francesco Torselli e Marco Semplici, che hanno interrogato il sindaco di Firenze, il quale nella sua risposta in consiglio comunale ha confermato la notizia.  Nel 2004 Matteo Renzi, appena undici giorni prima di venire candidato alla presidenza della Provincia di Firenze è stato promosso dirigente (dal babbo) nell’azienda di famiglia. Undici giorni appena, giusto in tempo per addebitare a carico dello Stato i contributi pensionistici, da nove anni. Nulla di illecito, ma neanche di particolarmente elegante. La pensione dell’«Obama italiano» (ricordate l’enfatico servizio del Time nel 2009?) viene accantonata secondo una normativa della quale usufruisce anche Nicola Zingaretti. Come scrive il Fatto Quotidiano, che ha dedicato una intera pagina alla notizia,  «la tentazione di farsi assumere poco prima dell’elezione per caricare sull’ente i versamenti pensionistici è forte. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, è stato al centro di uno scandalo perché era stato assunto da un Comitato legato al Pd il giorno prima del 16 febbraio 2008, data in cui comunicava la sua candidatura a presidente della Provincia. Ora si scopre che anche Renzi fruisce della stessa legge». Dall’efficientissimo ufficio stampa del sindaco fanno sapere che è tutto regolare e trasparente. Anzi, la promozione con soli undici giorni di anticipo rispetto alla candidatura alla Provincia non va interpretata con malizia: «L’acquisto della qualifica di dirigente da parte di Renzi  – hanno spiegato al giornale di Padellaro – era legata alla cessione delle sue quote. Prima era socio ed era inquadrato come collaboratore. Nel periodo in cui cede le quote diviene dirigente». Insomma anziché prendere i soldi si è fatto promuovere: peccato che quella promozione da nove anni la stiano pagando i contribuenti italiani.

A onor del vero, all’insegna della trasparenza obamiana, Renzi nel suo curriculum ufficiale descrive con dovizia di particolari il suo passato professionale: «Ha lavorato con varie responsabilità per la Chil srl, società di servizi di marketing (di proprietà della sua famiglia di cui è dirigente in aspettativa), in particolare coordinando il servizio di vendita del quotidiano La Nazione sul territorio di Firenze». Chi lo ha conosciuto in quegli anni fa sapere che molto più prosaicamente coordinava gli strilloni cittadini. Oggi avrebbero avuto di che strillare per le strade di Firenze: «Il sindaco ha la pensione garantita dal babbo coi soldi dello Stato».