Renzi a Bersani: niente “compro-baratto-vendo” con i seggi grillini e diciamolo, le elezioni le abbiamo perse

Continua lo stato confusionale del Pd nel dopo-elezioni. Ognuno parla una lingua diversa. Renzi lo ammette senza le mezze parole a cui si era aggrappato Bersani: «Il centrosinistra ha perso le elezioni». Una precisazione: «Non pugnalo Bersani alle spalle». Invita a non cedere alle tentazioni: «Non giochiamo al compro, baratto e vendo dei seggi grillini». E dà un’ltra stoccata: «Nello zoo del Pd ci sono già troppi tacchini sui tetti e troppi giaguari da smacchiare per permettersi gli sciacalli del giorno dopo». È ancora Renzy-day, anche dopo la smentita dei rumors che lo volevano papabile premier al posto dello sconfitto Bersani. Risponde agli e “schiaffi” di Grillo che usa l’accetta nel definire «mercato delle vacche» le manovre di “adescamento” del Pd per portare i grillini al mulino di un esecutivo di centrosinistra. Ai “no” reiterati del leader del M5S  il sindaco di Firenze, replica dicendo la sua sulla trattativa con Grillo e al tempo stesso boccia la linea D’Alema. Più che Bersani, dunque, al quale dice di volere essere leale,  nel mirino del sindaco di Firenze c’è ancora una volta quel D’Alema bersaglio principale della vecchia battaglia per la “rottamazione”. «Pensiamo di uscirne vivi offrendo a Grillo la Camera e a Berlusconi il Senato, secondo gli schemi che hanno già fallito in passato?». Sono le riflessioni che Renzi affida alla sua newsletter in replica alla sortita sull’ipotesi di riservare cariche istituzionali a M5s e Pdl. «Trovo sbagliato e dannoso inseguire Beppe Grillo sul suo terreno, quello delle dichiarazioni ad effetto. Quello della frase di tutti i giorni. Tanto lui cambia idea su tutto, la storia di questi ultimi 30 anni lo dimostra. Grillo non va rincorso, va sfidato. Sulle cose di cui parla, spesso senza conoscerle».