Proviamo a dare agli italiani un paio di ali nuove e a restituire quella speranza che Monti ha ucciso

La speranza è la voglia di farcela, di aspettare pazientemente un paio d’ali nuove e riprendere il volo dopo ogni caduta, è la frase che impazza sul web, un aforisma anonimo. Senza ali nuove non ci si rialza. Proprio per questo assumono un significato particolare le parole pronunciate da Berlusconi nelle ore frenetiche della politica, quando si cerca una via d’uscita per formare l’esecutivo: «Il governo Monti ha ucciso le speranze». Il Cavaliere torna sul fattore psicologico, tra quelli che hanno accentuato una crisi di per sé difficile, e parla di “colpa grave” dei ministri tecnici. Una lettura che è ormai prevalente, nonostante i tentativi dei “grandi” giornali di salvare il soldato Monti. Ogni giorno esce un dato e si ha la prova, la riprova, la conferma di come la situazione sia precipitata nell’anno e mezzo di professori bocconiani a Palazzo Chigi. Le ultime cifre, fornite da Bankitalia, sono da black out: al 65 per cento delle famiglie italiane il reddito non basta, non ce la fanno. Serve un colpo di reni per invertire la tendenza. Si abbia coraggio. Ma il coraggio devono averlo tutti, a cominciare dal centrosinistra che non può mettersi sul piedistallo immobile pur di non ammettere che Berlusconi aveva ragione. E allora si proceda con l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, come proposto dal Pdl, si continui cancellando il redditometro, si metta mano all’Irpef, all’Irap e ai costi delle imprese. Chi assume un giovane deve poterlo fare senza pagare nulla in termini fiscali e contributivi. Si parte il 23 marzo, con una mobilitazione nazionale contro l’oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria. E già, perché il rilancio del Paese non passa solo dalla destinazione di maggiori risorse a fini produttivi, bisogna anche svecchiare il sistema liberandolo da molte di quelle ingessature che strangolano ogni iniziativa imprenditoriale. Non a caso, a poco più di una settimana dal voto i sondaggi danno la coalizione di centrodestra stabilmente in testa nei sondaggi. Il Cav conquista consensi, gli altri li perdono, con Monti sceso al 6,2 per cento. Ora è prioritario fornire agli italiani le ali nuove per riprendere il volo. E soprattutto tornare a regalargli una speranza.. Quella speranza uccisa da un anno e mezzo di stangate e di rinunce, travestite da sobrietà.