Per il Pd tramonta il “modello Bersani”. Tutti pronti a diventare seguaci di Matteo?

C’è aria di disarmo a Largo del Nazareno. E non solo per le vacanze pasquali, e non solo perché Bersani se n’è andato nella sua Emilia, e non solo per il caos istituzionale in cui versa il Paese proprio grazie alla testardaggine dei democratici. Se si tornasse al voto a breve, infatti, tutto il modello sperimentato da Bersani dovrà essere rivisto, aggiornato, ricalibrato. E le tensioni interne fanno scricchiolare il Pd. E i “vecchi” messi frettolosamente da parte per inseguire i grillini sono là pronti a chiedere il conto: Veltroni e D’Alema soprattutto, ma anche Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Dario Franceschini. E poi c’è Matteo Renzi, invocato da Deborah Serracchiani: “Il Pd spenda subito il suo nome, non c’è tempo da perdere”. Eppure tutti sanno, e lo racconta La Stampa di oggi con un articolo sulla fine del “modello emiliano”, che quello incarnato da Bersani era il Pd dell’identità e del territorio, del pragmatismo e della solidità. Cosa ci sarà dopo? I giovani turchi, secondo Il Foglio, sarebbero pronti a convertirsi al renzismo. Lo provano i contatti avuti dal renziano Graziano Delrio  con alcuni membri della corrente di Fassina e Orfini. Contatti forse finalizati a un’alleanza tra rottamatori che sia in grado di togliere a Grillo la supremazia in campo di innovazione, pulizia e lotta agli sperperi partitocratici. Tensioni che potevano risolversi prima del voto e che ora tornano prepotenti a scuotere il Pd facendo segnare la rivincita dei moderati sugli identitari bersaniani. Questi ultimi hanno sbagliato tutto, ingarbugliando la matassa per un presidente della Repubblica stanco di assecondare i capricci del Pd e che è tentato di stravolgere l’agenda e farsi da parte: con le sue dimissioni, il Capo dello Stato potrebbe essere eletto subito. Il nuovo inquilino del Quirinale potrebbe sciogliere le Camere e riportare il paese al voto. È una carta cui Napolitano sta pensando, per riportare tutti con i piedi per terra, ben poggiati su un Paese traballente e immerso nell’incertezza.