Per Berlusconi il Pd è “irresponsabile”. Il partito è già pronto per una nuova campagna elettorale

Il no ad un accordo con il Pdl che oggi Pier Luigi Bersani ha ribadito davanti ai dirigenti del Pd non coglie di sorpresa Silvio Berlusconi. Il Cavaliere che resterà ad Arcore anche domani si aspettava una simile linea da parte dei democratici: anche Bersani – è stato il ragionamento fatto con con i suoi – ha dimostrato di pensare solo al potere. Non hanno i numeri ma vogliono le poltrone. Questo deve risultare chiaro agli occhi dei cittadini e la sinistra continuerà ad essere perdente. La strategia del Cavaliere non cambia e si basa, come accade nei momenti di attesa, sul tenere aperti più fronti. Da un lato continuare ad offrire la disponibilità a trattare per trovare un’intesa che consenta di dar vita ad un esecutivo appoggiato anche dal Pdl, ma nel frattempo, serrare i ranghi considerando l’ipotesi del voto a giugno sempre più probabile. Una mano tesa da una parte e dall’altra un serrare i ranghi in vista di una nuova campagna elettorale in cui il centrodestra accuserà il Pd di irresponsabilità: Bersani ha infatti chiuso le porte ad ogni forma di dialogo e ha preferito inseguire il M5S. Lo sguardo del Cavaliere è rivolto ora solo al Quirinale: sarà Napolitano a decidere – è la linea – se in una situazione di crisi per il Paese sia il caso di dare al segretario del Pd un mandato esplorativo per tentare di dar vita ad un governo di minoranza. Diversamente si dovesse tentare la strada di un governo del Presidente, l’ex premier vuole avere voce in capitolo sul programma e sui futuri incarichi istituzionali da assegnare, compresa la nomina del presidente della Repubblica. A preoccupare diversi esponenti del Pdl però è la possibilità che arrivi il pronunciamento definitivo (la sentenza d’appello è attesa per il 23 marzo) della corte di Cassazione sul processo Mediaset. Il Cavaliere però preferisce tenere ancora coperte le sue carte. Domani ha annullato la presenza a Porta a Porta addebitando il forfait al prolungarsi di una congiuntivite, dovrebbe invece prendere parte venerdì mattina all’ufficio di presidenza del partito e poi recarsi nel pomeriggio all’incontro con il premier Mario Monti. A schierarsi sulla linea dettata dall’ex premier è tutto il Pdl a partire dal segretario Angelino Alfano:”Il Pd – accusa l’ex Guardasigilli – dimostra di non avere un’idea chiara su come guidare il Paese, rischia di portare l’Italia allo sfascio”. Il partito è compatto anche nel difendere Berlusconi dalle accuse arrivate questa mattina nel corso della riunione del Csm dove i consiglieri hanno bollato come “inacettabili e scellerati” i giudizi dati dall’ex premier su una parte della magistratura. Alfano, replicando al Csm, ha esortato i magistrati “ad applicare questo zelo a questioni che abbiano a che fare con una giustizia davvero al servizio dei cittadini e che tenga la politica fuori dalla porta”.