Parigi, un milione e mezzo in piazza contro le nozze gay: la polizia carica e la sinistra applaude

Il governo di centrosinistra francese conferma che non tollera opposizioni di sorta su nessun argomento: prova ne sia la manifestazione contro le nozze gay di domenica violentemente repressa dalla polizia di Hollande. Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha annunciato che sono sei i fermi confermati dalla polizia dopo i 98 effettuati negli incidenti al termine della manifestazione contro le nozze gay a Parigi. Valls – catalano naturalizzato francese che ha come merito principale quello di aver organizzato la campagna elettorale di Hollande – ha puntato ovviamente il dito contro militanti di estrema destra accusati aver lanciato bulloni contro le forze dell’ordine, il cui comportamento è stato – sempre secondo il ministro socialista – «controllato e professionale». Sono scesi in piazza in circa 300mila secondo la polizia di Hollande; erano invece quasi un milione e mezzo per gli organizzatori della manifestazione contro i matrimoni gay, la cui legge è in dirittura di arrivo. Per la seconda volta quest’anno, dopo la dimostrazione del 13 gennaio, parecchie centinaia di migliaia di persone hanno invaso il centro della capitale per rivendicare che il matrimonio può essere soltanto tra un uomo e una donna. Pronunciandosi quindi contro il via libera ai matrimoni gay da parte dell’assemblea nazionale, in attesa del via libera definitivo del Senato, atteso il mese prossimo, e la firma di François Hollande, per il quale tale questione è prioritaria. Come scrive il Figaro online, ci sono stati momenti di tensione: la polizia ha sparato lacrimogeni contro un centinaio di dimostranti che tentava di raggiungere i centralissimi Champs Elysees, considerati off limits dalla prefettura di Parigi che ha negato il permesso di manifestare sull’arteria più famosa della ville Lumière. Il corteo, partito con la Grande Arche de La Defense alle spalle, si è snodato per diversi chilometri lungo l’Avenue de la Grande Armee, dopo la Porte Maillot, fino all’arco di Trionfo dell’Etoile. Lì i Crs, i celerini parigini, hanno sparato lacrimogeni sull’avenue Foch, quella in cui si trovano alcuni tra gli appartamenti più prestigiosi della capitale. La questione è molto sentita in Francia, dove la popolazione è spaccata a metà: il governo però ha fatto sapere che nulla e nessuno potrà impedire che la legge passi. Il mese scorso, dopo una maratona di 10 giorni (e quasi 110 ore di dibattiti), oltre 5.000 emendamenti discussi e cortei di pro e contro nelle strade, i deputati hanno approvato la legge che autorizzerà le coppie dello stesso sesso a unirsi in matrimonio. La vittoria del sì è stata netta, con 329 voti a favore, contrari 229, 10 gli astenuti. Non è detto invece che passerà così ampiamente al vaglio del Senato, dove il dibattito comincerà il 2 aprile, ma dove la maggioranza di sinistra è più risicata e quindi il testo potrebbe subire qualche modifica ed essere costretto a tornare in assemblea. Inoltre è stata raccolta una petizione con oltre 500 mila firme contrarie.

 

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