Nuove cariche di Camera e Senato. Gasparri vicepresidente a Palazzo Madama

Senato e Camera hanno eletto ciascuno i quattro vicepresidenti, che coadiuveranno Pietro Grasso e Laura Boldrini nella conduzione delle due Assemblee legislative. E danno anche il via ai tre questori di Palazzo Madama e Montecitorio che costituiscono a tutti gli effetti i consigli di amministrazione dei due rami del Parlamento. La novità sta nell’elezione, grazie alla rinuncia degli altri partiti, di un deputato di M5s a vicepresidente della Camera e di una senatrice tra i questori. Il Movimento guidato da Grillo non aveva infatti i numeri per eleggere i propri uomini negli incarichi di Senato e Camera, e si è rifiutato di incontrare gli altri partiti, come pure prevedono i Regolamenti parlamentari, per concordare i nomi da votare. I nuovi vicepresidenti della Camera sono Maurizio Lupi del Pdl, Marina Sereni e Roberto Giachetti del Pd, e il 5 Stelle Luigi Di Maio. 27 anni, studente fuori corso di giurisprudenza. Insieme ai suoi tre colleghi, e a Boldrini, dovrà essere garante in aula di tutti i gruppi, compresi quelli degli odiati “partiti”. I questori saranno il Pd Paolo Fontanelli, Gregorio Fontana del Pdl e l’ex magistrato Stefano D’Ambruoso, di Scelta Civica. Sel ha votato il candidato di 5 Stelle, Laura Castelli, nel tentativo di creare una premessa per una alleanza politica, negata però dal Movimento. Un questore a 5 Stelle ci sarà invece al Senato, e sarà Laura Bottici, eletta con i voti del Pd. Assieme a lei Lucio Malan (Pdl) e Antonio De Poli (Sc).

I quattro vicepresidenti a Palazzo Madama saranno Maurizio Gasparri (Pdl), Valeria Fedeli (Pd), Roberto Calderoli (Lega) e Linda Lanzillotta (Scelta civica). Dal ruolo di capogruppo del Pdl alla vicepresidenza del Senato, Gasparri non nasconde la soddisfazione per l’elezione. «È un riconoscimento all’interno del Pdl per la serietà dimostrata nel corso di questi anni». Il nuovo ruolo? «C’è una responsabilità ulteriore. L’aula del Senato per i numeri che non vedono una certa maggioranza, sarà un teatro decisivo. Ci sarà da lavorare parecchio». E i grillini arrivati nella stanza dei bottoni? «Il Parlamento ha tanti costi da ridurre, su questo siamo tutti d’accordo. Ma va fatto con serietà e responsabilità».