Nella nebbia potrebbe spuntare un nome a sorpresa per Palazzo Chigi: Napolitano. Con il via libera di Grillo…

«Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente», sosteneva Mao Tse Tung. « E difficile muoversi nella nebbia», è la versione italiana di Giorgio Napolitano, che col dittatore cinese condivideva i grandi maestri del pensiero. Di sicuro il presidente della Repubblica ha poco da rallegrarsi per il mosaico inestricabile che lo scenario politico gli propone. In un mese il Colle dovrà gestire le consultazioni e affidare un incarico che nella migliore delle ipotesi si baserà su formule algoritmiche a base di fiducie di minoranza, astensioni costruttive, non sfiducie a tempo, intese occasionali o governi-ponte in attesa di nuove elezioni, alle quali arrivare però con una nuova legge elettorale che in cinque anni la classe politica italiana non ha saputo o voluto fare. Un imbuto. Il quadro di un possibile accordo bipartisan, magari con un premier tecnico a fare da traghettatore, è peraltro complicato dall’offensiva giudiziaria scatenata contro Silvio Berlusconi subito dopo la chiusura delle urne con un  duplice obiettivo della magistratura militante: ribadire alla sinistra (e al Pdl) che la lotta politica, fatta a colpi di sentenze, funziona meglio di quella politica fatta a colpi di idee, ma anche ricordare a Bersani che col nemico non si discute, al massimo lo si “avvisa”. Dal momento che agli otto punti lanciati da Bersani nel tentativo di scardinare la trincea di Grillo non crede forse neanche il promotore, dopo il “giro” sulla giostra che il segretario del Pd comunque vorrà fare, si inizierà a pensare a come sciogliere i nodi con un nome in grado di aggregare davvero. E le ipotesi in campo sono tante, le più astruse: da un politico un po’ tecnico come Fabrizio Barca, non inviso al Pdl, a un banchiere-politico come Passera o istituzionale come Saccomani, fino all’ipotesi politico-montiana alla Renzi o quella del più odiato che sta bene a tutti, come Monti o Amato. Di sicuro tutti sottolineano che Napolitano – archiviato Bersani –  avrà un solo colpo in canna da sparare per provare a imbastire una maggioranza intorno a un nome, dando allo stesso un mandato provvisorio, estemporaneo, fragile sul lungo ma solido sul breve, come un trattore costretto a moversi nel traffico di un’autostrada. E quel nome che ha in serbo Napolitano potrebbe essere quello di… Napolitano. Come suggerisce oggi sull’Espresso un autorevole politologo e costituzionalista come Michele Ainis, che vede come via d’uscita un presidente della Repubblica che a fine mandato vada a Palazzo Chigi per gestire l’emergenza politica. Fantapolitca? Bè, anche immaginare che Grillo avrebbe tenuto in scacco l’Italia fino a ieri lo era. E poi tra l’ex comico e il quasi ex presidente della Repubblica ormai c’è grande feeling…