Marò, Monti non si dimette e scarica le colpe su Terzi. E nel caos ai grillini scappa l’applauso a Buttiglione…

In poco più di un’ora in aula s’è visto di tutto, sotto gli occhi dei parenti dei marò. Monti che prima ringrazia Terzi, poi gli scarica tutte le colpe della vicenda e lo accusa di voler entrare in politica: per la serie, senti chi parla. Enrico Letta, da solo, come un giapponese, tra i banchi del Pd applaude il professore dimenticando che il suo collega Pistelli il giorno prima aveva parlato di “8 settembre dei tecnici”. Il premier, intanto, si offende con La Russa perché mentre lui parla l’altro legge il giornale, ed ancora, il mite Lupi s’incazza come una iena, la Boldrini vacilla, Buttiglione strappa applausi ai grillini attaccando il Pdl manco fosse un giovane rivoluzionario del web, e infine i Cinque Stelle che se la prendono con la Fornero trovando un surreale nesso tra indiani ed esodati, negli stessi minuti in cui Grillo dà dei “puttanieri” a tutti, in sintonia con Battiato. Oggi il Parlamento italiano grillizzato e bersanizzato somiglia più a una foresta del Vietnam che a un luogo di responsabili dove trovare una soluzione al dramma di due militari italiani in ostaggio di un paese straniero. Una triste conclusione, nel giorno che doveva essere della responsabilità.

Mario Monti, nella sua relazione, è riuscito a irritare praticamente tutti. Soprattutto con quella frase – «Non vedo l’ora che finisca il mio governo, mi sentirei molto sollevato» – che detto da uno che s’è candidato e ha preso briciole di voti, non è stata proprio una gran trovata. Se il Pd ha scelto Terzi come obiettivo, accusando la destra di averlo “adottato”, il Pdl ha scaricato il peso poltico del pasticcio dei marò su Monti e a poco sono valsi i tentativo del premier di ribaltare la ricostruzione della storia accusando Terzi di aver condiviso tutte le scelte: «La decisione di non rimandare in India i due marò non avrebbe dovuto essere oggetto di precipitose dichiarazioni alla stampa, che il ministro Terzi ritenne invece di rilasciare, anticipando un risultato finale che non poteva ancora darsi per scontato. Per questo ho deciso di assumere personalmente la responsabilità della condotta di questo tema nella fase cruciale e finale», ha detto Monti che si è dichiarato sbaldordito dall’atteggiamento del suo ministro. Mentre fuori da Montectorio andava in scena una manifestazione di Fratelli d’Italia, La Russa chiedeva a gran voce le dimissioni del premier: «Credo che la conduzione della vicenda dei nostri marò, culminata con le dimissioni del ministro Terzi, sia la goccia che fa traboccare il vaso e perciò Monti dovrebbe interrogarsi non solo sulla necessità di dimettersi da presidente del Consiglio ma anche sul suo seggio di senatore a vita».  Duro anche Renato Brunetta, capogruppo del Pdl, che ha accusato Monti di “azzardo morale”, di “sobrio delirio di onnipotenza” e di “doppiezza morale”. Sotto lo sguardo di moglie e congiunti di Latorre e Girone, con i grillini a far casino, come a un party nel quale tutti gli altri parlamentari sono accusati di essersi imbucati.