Marchini, sotto il manifesto niente: l’idea di spostare il Comune di Roma a Corviale costerebbe 70 milioni

Trasformare il Campidoglio in una enorme biblioteca e trasferire gli uffici del sindaco all’estrema periferia romana, nei palazzi del serpentone di Corviale. L’idea meravigliosa è di Alfio Marchini, fotogenico rampollo di una nota dinastia di costruttori romani, da sempre con il cuore a sinistra. Marchini, che si è autocandidato anche per le primarie del Pd, nel nome dell’alternativa al sindaco Alemanno, ha già tappezzato la Capitale di manifesti elettorali. Ma l’idea del “trasloco” a Corviale (scempio urbanistico realizzato dalle giunte rosse) è stata smontata in poche righe dallo stesso Alemanno. Una proposta che «assomiglia a quella di Calderoli di trasferire i ministeri al Nord». In particolare, spiega il sindaco, «per il trasferimento a Corviale degli uffici del sindaco di cui parla Alfio Marchini, oltre ai 60 milioni valutati dai tecnici, servono altri 2 milioni di canoni d’affitto. Nel dettaglio, andrebbero trasferiti arredi, documenti e 1.400 persone che fanno parte degli uffici di diretta competenza del sindaco come le segreterie, l’ufficio stampa, le direzioni, gli uffici del vicesindaco, del capo di gabinetto, del segretariato generale, la direzione generale e quella esecutiva, dell’assessorato al bilancio, dell’ufficio dell’assemblea capitolina e il gruppo di polizia locale Arce Capitolina. Tutti uffici che hanno una struttura collegata e quindi altri uffici alle proprie strette dipendenze. I locali di Corviale, inoltre, essendo stati progettati per civile abitazione, dovranno essere sottoposti a lavori conseguenti la modifica della destinazione d’uso e cioè quella di uffici aperti al pubblico, oltre a lavori di adeguamento all’ottemperanza alla normativa sismica, attualmente vigente. Questi lavori comprendono, infine, anche l’installazione di nuove linee telefoniche e linee computer». Inoltre Corviale non è collegata da alcuna linea ferroviaria o metropolitana ed è raggiungibile con il traffico privato solo attraverso via Portuense, tra le più anguste e malmesse arterie  della Capitale. Insomma, una proposta del genere poteva venire in mente solo a un leghista. O a Marchini.