L’ultimo duello tra Pd e Cinquestelle: “Chi di noi ha più faccia di c…?”

Proprio come qualche secolo fa, il matrimonio come un espediente per unire terreni e ricchezze. In politica, per unire seggi e governo. Il Pd (o Partito della Disperazione, come soprannominato sul web) cerca disperatamente di ottenere il fatidico sì dai grillini, «ti prendiamo come nostro sposo», e non importa se non c’è amore e neppure intesa. Più che altro ci sono insulti, con i “democratici” che inseguono l’ex comico persino nel linguaggio. L’ultimo confronto è su chi ha veramente la “faccia di culo”. «Grillo ha detto che noi del Pd abbiamo la faccia come il culo? Visto che il clima è da assemblea studentesca, allora rispondo con “specchio riflesso”…», ha affermato Giuseppe Civati. Pan per focaccia per i promessi sposi, ma con toni da coatti. Il paradosso è che i due leader si cercano e se le suonano di santa ragione. Anche Bersani si è lasciato trascinare negli attacchi personali, con una serie di frasi pronunciate prima e dopo l’esito elettorale: «Fascisti del web, venite qui a dirci zombie», la minaccia ai grillini, come dire “ditemelo in faccia se avete il coraggio”, magari preparandosi a una scazzottata. «Lenin a Grillo gli fa un baffo», l’altra frecciata del leader Pd. E ancora, rivolto all’ex comico: «Sei un autocrate da strapazzo». Da parte sua Grillo non gli è stato certo da meno. Ecco qualcuna delle carezze rivolte a Bersani: «Hai superato la buonanima di Walterloo Veltroni», «sei uno smacchiatore fallito», «sei uno stalker politico», «sei un morto che parla». Ma anche prima non aveva risparmiato epiteti, dando del Topo Gigio a Veltroni, dell’Alzheimer a Prodi e del Morfeo a Napolitano. Con queste solide basi d’amore il Pd vuole convolare a giuste nozze con i Cinquestelle. Resta da vedere a chi daranno i confetti.