La7 all’imprenditore Cairo per un milione di euro. «Ho preso una patata bollente….»

È fatta: il cda di Telecom Italia Media ha dato l’ok alla cessione dell’emittente tv La7 all’imprenditore piemontese Urbano Cairo. Il via libera era stato in qualche modo anticipato dal conduttore Gad Lerner che pochi minuti prima aveva “twittato” l’accordo: «È fatta. Telecom cede La7 a Urbano Cairo». Non appena diffusasi la notizia, TI Media ha registrato delle perdite in Borsa, portandosi a 0,1613 euro, in calo del 3,9%, mentre Cairo ha accelerato al rialzo (+1,81% a 2,7 euro). Lo stesso era accaduto, ma in proporzioni maggiori, due settimane fa, quando Telecom aveva deciso di avviare la trattativa in esclusiva con Cairo: la controllata TiMedia era precipitata a -9% e Cairo invece aveva guadagnato ben il 12%. «Con La 7 ho preso una bella patata bollente», ha commentato a Radio 24 l’imprenditore-editore, confermandone quindi l’acquisizione. L’accordo raggiunto prevede il riconoscimento a Telecom Italia Media «di un corrispettivo pari a 1 milione di euro»  come si legge nella nota in cui la controllata di Telecom conferma la vendita del 100% della televisione.  L’operazione di cessione de La7 a Cairo Communication prevede inoltre «la sottoscrizione di un contratto di fornitura di capacità trasmissiva di durata pluriennale tra La7 e Telecom Italia Media Broadcasting». Inoltre Telecom Italia «si è impegnata a rinunciare al momento dell’intervenuta sottoscrizione del contratto di cessione a crediti finanziari vantati nei confronti di Telecom Italia Media per un importo complessivo pari a 100 milioni», precisa ancora la nota. La redazione, a caldo, non sembra averla presa benissimo, anche se l’organismo sindacale cerca di buttare acqua sul fuoco: «In redazione c’é attesa, nessuno è in ambasce. Del resto è un anno che siamo in attesa e al momento non si può dire né che Cairo sia bene, né che sia male, o che altri al posto suo sarebbero stati preferibili», ha infatti commentato il Cdr di La7, che ha aggiunto: «È stata posta molta enfasi su una cosa che nei fatti era già maturata dieci giorni fa. Ora, però, bisogna capire i termini della vendita a Cairo. Noi non sappiamo ancora nulla, aspettiamo di vedere e di capire cosa succederà. Valuteremo nelle prossime ore il da farsi, ed eventualmente anche la convocazione di un’assemblea».