La spada di Damocle di Moody’s su Bersani: «Il rating dell’Italia dipende anche dall’esito del suo tentativo»

C’è la spada di Damocle del rating sul tentativo di Pier Luigi Bersani di formare un nuovo governo. Se dovesse fallire, il declassamento sarebbe un’ipotesi concreta. Lo dice senza troppi giri di parole l’agenzia di rating Moody’s ches porrà attenzione alle implicazioni che il tentativo del segretario Pd di formare un governo ha sul profilo di credito dell’Italia. «Abbiamo un outlook negativo sul rating Baa2 dell’Italia.

Nel breve termine guardiamo al tentativo di Bersani di formare un governo e alle implicazioni sul profilo di credito», ha detto a Reuters Dietmar Hornung, analista dell’agenzia. Secondo Moody’s, la situazione di Cipro è negativa per i rating sovrani della zona euro «e l’Italia non fa eccezione». Dopo Cipro gli analisti dell’agenzia di rating sono più preoccupati dell’Italia che della situazione spagnola o di quella francese.  Subito dopo le elezioni Moody’s aveva espresso una valutazione negativa per l’esito del voto definito «inconcludente».

Le voci di un taglio del rating sovrano dell’Italia da parte di Moody’s aveva affossato Piazza Affari nella seduta di lunedì. L’agenzia statunitense non aveva commentato le indiscrezioni che erano circolate nelle sale operative.  Ad allarmare le borse europee c’è stata la frase pronunciata lunedì del presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, rettificata parzialmente: la ristrutturazione delle banche di Cipro rappresenta un modello per risolvere i problemi delle banche di altri paesi europei. Un colpo per investitori e operatori, che vedono come uno spettro il prelievo forzoso sui conti correnti. Inutilmente Dijsselbloem ha aggiustato il tiro precisando che «il caso di Cipro è specifico», gli aggiustamenti «sono fatti caso per caso» e «nessun modello può essere usato».