La rivista “Nature” contro Balduzzi: «Il metodo Vannoni è pericoloso». La replica: «Obbligati dai giudici»

L’Italia è l’unico Paese nel quale una terapia la cui efficacia non è mai stata dimostrata ha avuto di fatto un’approvazione ufficiale: così la vicenda Stamina è arrivata sulle pagine di una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, Nature. «I medici che offrono trattamenti basati sulle staminali la cui efficacia non è comprovata finiscono per giocare al gatto e al topo con i regolatori della salute pubblica, in qualsiasi Paese». Ma l’Italia fa eccezione, rileva la rivista riferendosi al decreto con il quale il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha deciso che «un controverso trattamento basato sulle cellule staminali può proseguire in 32 pazienti terminali, nella maggior parte bambini».

Una decisione «inaspettata – rileva Nature – che ha orripilato i ricercatori, secondo i quali il trattamento potrebbe essere pericoloso in quanto non è mai stato rigorosamente testato. Ricostruendo gli avvenimenti delle ultime settimana, Nature rileva che la terapia sviluppata dalla Fondazione Stamina «è stata ripetutamente messa al bando negli ultimi sei anni». La rivista riferisce inoltre che il presidente della Fondazione Stamina, Davide Vannoni, «uno psicologo dell’università di Udine, ha detto che la pubblicità sulla terapia ha portato 9.000 nuovi pazienti. Spera inoltre che ulteriori modifiche legislative gli permettano di espandere ulteriormente la terapia». Lo stesso Vannoni, prosegue Nature, «ha detto di aver sviluppato la terapia nel 2004 in Russia, dopo aver trattato con successo una paralisi facciale indotta da un virus», ma «non ha pubblicato né i risultati né dettagli precisi della sua terapia, basata sulle cellule staminali mesenchimali». Solo l’ospedale Burlo Garofolo di Trieste – dove i primi trattamenti con le mesenchimali furono effettuati a partire dal 2010 per ingiunzione di alcuni giudici – ha deciso di raccogliere i dati sui bambini curati. Lo studio è stato pubblicato alla fine dell’anno scorso su Neuromuscular Disorders. Dei cinque piccoli pazienti colpiti da Sma due sono morti e gli altri sono peggiorati come se non avessero ricevuto alcun trattamento.

Con una nota il ministro della Salute, ha replicato a Nature sostenendo che «nessun riconoscimento ufficiale è mai stato conferito al cosiddetto Metodo Stamina». «Il decreto legge della scorsa settimana – precisa il ministro Balduzzi nella nota – conferma e rafforza il quadro delle norme esistenti in materia di terapie cellulari» e «nello stesso provvedimento sono previste particolari disposizioni per le malattie rare ed il monitoraggio degli effetti della terapia cellulare».  In particolare «la decisione del governo di autorizzare la prosecuzione ed il completamente delle terapie “ordinate” dai magistrati si è resa necessaria solo per ovviare ad una discriminazione, frutto di autonomi pronunciamenti dei giudici, tra i pazienti che avevano già iniziato il trattamento con Metodo Stamina. Il decreto prevede inoltre il monitoraggio dell’efficacia» delle cure.