La lezione degli “impresentabili” a Piazza del Popolo: vogliono solo un Paese normale (e libero)

Forse la stagione di Monti ha avuto un risvolto positivo: è riuscita a risvegliare le coscienze addormentate dai sonniferi somministrati dalla “grande” stampa e dalla campagna di fango contro il centrodestra. Assumono un altro spessore anche quelle parole che, pur avendo un significato profondo, venivano pronunciate a mo’ di slogan, con una ripetitività disarmante che finiva per svuotarle di ogni effetto. Alla manifestazione di Piazza del Popolo a Roma, invece, il boato c’è stato nel momento in cui Berlusconi ha parlato di difesa della libertà. Quel boato non è stato né un caso né un riflesso condizionato perché, durante l’anno e mezzo del governo tecnico e delle prevaricazioni centriste, la gente comune ha avvertito mancanza di ossigeno, si è sentita controllata, spiata, bastonata, “svaligiata” in casa e fuori, non solo per il prezzo della benzina. Costretta in un tunnel quasi senza uscita. Ed è accaduto anche durante e dopo la campagna elettorale. Tracce, al comizio, ce ne sono state tante, a partire dal grande cartello che recitava: “Impresentabili anche oggi?”, accompagnato dalle parole di Berlusconi: «Sapete che non avevo mai visto tanti impresentabili tutti insieme?». Già, perché quella della Rai non è una vicenda secondaria, in un Paese normale (e libero) non accade che una conduttrice offenda gratuitamente il leader del maggior partito del centrodestra e la sua gente. È il contrario del principio di libertà perché rende evidente come l’informazione sia “indirizzata” politicamente, usata come un’arma. E non si risponda con la storia delle tv nelle mani di Berlusconi, una bufala, come dimostrano le nuove nomine ai vertici di Viale Mazzini fatte nella tragicomica stagione del duo Monti & Casini. Ma la difesa della libertà passa per altri settori fondamentali, soprattutto per la politica estera: «Supini prima alla Germania, poi all’India», ha detto Berlusconi in piazza. E vengono in mente due immagini, Monti inginocchiato davanti alla Merkel e i due Marò rispediti in India. Una doppia vergogna. Che ha fatto capire alle coscienze addormentate che la libertà si coniuga con la sovranità nazionale. Poi c’è tutto il discorso economico, chiunque si è sentito colpito dai provvedimenti “tecnici”, chiunque ha maledetto l’Imu e vive nel terrore di perdere il posto di lavoro. Anche questa è mancanza di libertà. Anzi, la più pesante. Qualcosa deve cambiare, lo chiedono i “trecentomila” di Piazza del Popolo e la maggioranza non più silenziosa degli italiani. La si faccia finita con l’antiberlusconismo, è stantìo, noioso, inutile, inconcludente. La si faccia finita col populismo grillino, che non porta da nessuna parte. Si ricominci da zero. Anzi, da trecentomila.