La destra possibile e quella immaginaria. Prosegue il dibattito

Do you remember revolution? Ma certo, caro direttore. Me ne ricordo bene e ne ho nostalgia. Non della rivoluzione impossibile, ma di quella che nella mia ormai lontana giovinezza sembrava a portata di mano, o almeno tutti così credevamo. Era la rivoluzione morale e culturale quella a cui tenevamo. Avrebbe forse preceduto la rivoluzione politica da attuare con i collaudati sistemi democratici.

Ma ci interessava soprattutto che le mentalità cambiassero, che i comportamenti fossero dignitosi, che l’Italia ritrovasse l’orgoglio della propria grandezza e non si vergognasse più della sua storia.

Non era una piccola rivoluzione, dunque. Aveva  le dimensioni di un rivolgimento la cui portata si sarebbe concretizzata nella pacificazione nazionale dalla quale sarebbe disceso un modello istituzionale condiviso, all’altezza delle necessità e dei bisogni degli italiani. Si sperava che i valori civili e culturali si coniugassero con la modernità da cavalcare.

Era di destra tutto questo? Era abbastanza rivoluzionario? Credo proprio di sì.

Improvvisamente è calato il buio su tutto, sulla nostra storia e sulle nostre ambizioni, sulle nostre memorie e sulle utopie amorevolmente coltivate, sulle soluzioni economiche (attuali oggi come allora) e sul sentimento solidarista e comunitario nel quale ci ritrovavamo circondati dalla diffidenza e dall’incomprensione dei più. Ma non era un buon motivo per rinunciare. Ed invece lo abbiamo fatto. Senza volerlo, forse. A nostra insaputa, direbbe qualcuno. E non mi rassegno all’ineluttabilità della fine.

Non c’è un solo motivo che suggerisca di non riprendere il filo di un discorso interrotto, di non ricominciare il cammino che abbiamo smarrito. Certo, come tu dici, non si può restare avvinghiati  ai piccoli particolarismi odiosi e detestabili che hanno innescato la frana della destra italiana. C’è bisogno di guardarci dentro tutti e, con umiltà, riconoscere errori ed abbagli.

Se questo accadrà non avremo più bisogno di rifarci la domanda di sempre: la destra rinascerà come sentimento e visione del mondo. La politica verrà appresso. Naturalmente.