Internet sotto attacco mondiale: la minaccia arriva da un bunker ex Nato in Olanda

Uno dei più grandi attacchi al web della storia, che sta mettendo in seria difficoltà la rete, congestionata come non mai da una vera e propria invasione di spam. È l’allarme lanciato dal New York Times. Alla base dei disguidi per milioni di internauti ci sarebbe lo scontro tra un gruppo che si occupa di combattere gli spam e un provider olandese. Sull’attacco in corso da alcune ore la polizia di cinque continenti sta indagando. Lo scontro all’origine dell’attacco è fra la l’organizzazione no profit Spamhaus e la società olandese di hosting Cyberbunker, che deve il suo nome al proprio quartier generale, un ex bunker della Nato. Spamhaus, il cui obiettivo è quello di aiutare i provider a filtrare spam e contenuti indesiderati, ha di recente inserito Cyberbunker nella sua lista nera, che include server usati per scopi non proprio chiari. Cyberbunker critica la decisione e afferma di ospitare qualsiasi servizio, eccetto quelli pedopornografici e legati al terrorismo. Da questo braccio di ferro sono partiti gli attacchi: il primo – denuncia Spamhaus – il 19 marzo scorso, inondando – come tutti i successivi – i server di Spamhaus con centinaia di Distributed denial of service, cioé risposte a richieste false inviate dal sito che si vuole mettere in condizione di non operare. Quella dei cyberattacchi è un’emergenza sempre più avvertita dagli operatori. Da mesi gli Stati Uniti e l’Occidente in generale accusano la Cina e altri Paesi di portare attacchi cibernetici contro siti di governi, banche, industrie. A quanto si apprende, i servizi segreti britannici inaugureranno a breve una nuova unità speciale dedicata alla prevenzione e alla lotta contro i cyberattacchi. In particolare a difesa di aziende e società che sono sempre più esposte alle minacce che corrono sul web provenienti non solo dalla Cina, ma anche da Russia e Iran. Lo scrive il “Financial Times” citando fonti governative. La nuova unità di 007 avrà anche una sua sede, tenuta segreta naturalmente, da qualche parte a Londra. Da questo quartier generale verranno gestite le operazioni e soprattutto i contatti tra una dozzina di agenti e i loro interlocutori per le società della City coinvolte, fino a 160 secondo Ft. Insieme costituiranno un vero e proprio network, una specie di «Facebook protetto contro i cyberattacchi», come viene già definito.