Il triste debutto di Zanda: offre a Grillo poltrone di scambio e voti per l’ineleggibilità di Berlusconi

Se il buongiorno si vede dal mattino, il debutto di Luigi Zanda a capogruppo del Pd al Senato è già tutto un programma. Per ammorbidire i grillini si è subito detto disponibile a votare l’ineleggibilità del Cavaliere. Una mossa che la dice lunga sul clima antidemocratico che si respira  in Parlamento. Le regole codificate e le norme costituzionali non servono a nulla quando si tratta di far fuori Silvio Berlusconi.  E così da un lato la fronda antiberlusconiana fa la sponda all’aggressività dei magistrati, dall’altro si aggrappa a cavilli e stratagemmi (leggasi ineleggibilità e arresto) per ostacolare la partecipazione attiva dell’ex premier alle scelte politiche del Paese. «Ho detto più volte – ha spiegato Zanda – che il Cavaliere per me è ineleggibile. Quando sarà il momento i senatori del Pd decideranno, ma se io sarò in giunta voterò l’ineleggibilità». Prima di lui anche il senatore piddì Maurizio Migliavacca, uno dei parlamentari più vicini a Pier Luigi Bersani, si era detto disponibile a votare l’arresto del Cav. E anche se di una richiesta di arresto non  c’è traccia, la posizione di Migliavacca sembrava più una risposta per rassicurare quanti premevano su questa ipotesi. Il tutto nel silenzio più assordante di Bersani. Lo stesso capogruppo di Cinque Stelle, Vito Crimi, ha ribadito che «il gruppo al Senato è forte e compatto. Iniziamo con la fase propositiva: ineleggibilità di Berlusconi, tagli alla casta dei partiti per riversarli a coprire i tagli fatti nel sociale, interventi per le piccole e medie imprese…». E che Zanda coccoli i Cinque Stelle lo si evince anche dal modo in cui tenta di minimizzare sui loro eccessi: «Dobbiamo stare attenti a non dare giudizi definitivi sul M5S perché sono in Parlamento per la prima volta…». E ancora: «Ho parlato con i grillini di cose serie e ho avuto risposte anche stravaganti, ma questo fa parte della vita…». Non solo, si è detto anche «non contrario» a offrire l’incarico di questore a un eletto del Movimento Cinque Stelle. Il che non è poco. Ironico Sandro Bondi: «Ma che bravo Zanda: con poche parole responsabili ha dato un contributo fondamentale all’avvio di un confronto civile e rispettoso fra le forze politiche. La soluzione – ha osservato – è semplice: dichiarare l’ineleggibilità del leader di uno dei partiti più rappresentativi del nostro Paese. Avanti di questo passo e presto l’Italia precipiterà nel caos più totale».