Renzi teme di essere “bruciato”: «Io premier? Smentisco». Grillo contro il Pd: cerca di comprarci

Pier Luigi Bersani ha un suo piano: otto punti su cui chiedere la fiducia in Parlamento e chi ci sta ci sta. Affida la sua strategia a un’intervista a Repubblica ma in contemporanea, sul Corriere, esce anche un’indiscrezione sulle intenzioni di Matteo Renzi, che avrebbe confidato ai suoi collaboratori più stretti quanto segue: “Vedo che alcuni scrivono che io potrei fare il premier , che potrei fare il segretario. Tutte illazioni. E cavolate. La realtà dei fatti è questa: io non mi farò mai cooptare dal partito. Manco morto! Nessuno dei vertici potrà mai dire: ‘Il nostro prossimo candidato è Matteo Renzi’. Perché a quel punto io dico: no, grazie. Altra cosa è se il partito va alle consultazioni da Giorgio Napolitano con una rosa di nomi. Cioè senza dire che la richiesta è quella di Bersani secca. Se per riuscire a superare lo stallo che si è creato e che, certamente, non fa bene al Paese, il Pd si presentasse con più nomi di possibili candidati alla presidenza del Consiglio e se fra quei nomi ci fosse anche il mio, allora io ci penserei seriamente”. Dunque, un sindaco di Firenze disponibile a mettersi in gioco visto che a urne ancora aperte e con l’esito disastroso del voto che si materializzava dinanzi agli occhi del Pd subito era partita l’invocazione: solo Renzi ci può salvare. È davvero il suo momento? Renzi ha subito smentito i contenuti dell’intervista ma che l’ipotesi di tirarlo in ballo non sia poi così fantasiosa lo si capisce anche dall’intervista alla portavoce di Bersani Alessandra Moretti (sempre sul Corriere) la quale, sull’ipotesi di Renzi candidato premier del Pd nelle consultazioni, risponde così: “Mettiamo caso che Napolitano faccia questa scelta… Se Renzi fosse ritenuto decisivo per promuovere un approccio diverso saremmo tutti pronti a lavorare per questa soluzione”. Se la matassa non si sbroglia, dunque. Bersani è rassegnato al passo indietro.

Il secco commento di Renzi alle ricostruzioni dei giornali ha fatto pensare che il sindaco di Firenze non vuole che il suo nome venga “bruciato” nelle spasmodiche trattative che precedono le consultazioni. Ma da Beppe Grillo giunge un nuovo no a ogni forma di collaborazione con il Pd che, tuona il leader 5 Stelle, sta mettendo in piedi un “mercato delle vacche”: “In questi giorni è in atto il mercato delle vacche. Al M5S arrivano continue offerte di presidenze della Camera, di commissioni, persino di ministri” ma “il M5S, i suoi eletti, i suoi attivisti, i suoi elettori non sono in vendita”. Grillo parla anche dell’ipotesi Renzi: “Renzi che come uniche credenziali ha quelle di aver fatto il politico di professione senza nessun risultato apprezzabile ora si candida a premier, ma non aveva perso le primarie? Questi hanno la faccia come il culo…”.