Il Pd schiera “Repubblica”, ma non basta. Un grillino rivela: «No a Bersani, Casaleggio non vuole»

Sono già oltre quota ottomila le firme in calce all’appello lanciato da Repubblica al Movimento 5 Stelle e a Beppe Grillo per chiedere loro di sostenere gli otto punti di Pier Luigi Bersani. «Una grande occasione si apre con la vostra vittoria, di cambiare dalle fondazioni il sistema politico. Ma si apre ora, qui e subito» si legge nell’invito al M5S pubblicato stamane dal quotidiano e ora sottoscrivibile on-line. Un appello destinato a cadere nel vuoto, a sentire Roberto Cotti, neo-senatore grillino che ha rivelato l’aut aut di Gianroberto Casaleggio agli eletti: «Se decidete di appoggiare un qualsiasi partito, io me ne vado». L’indiscrezione di Cotti risulterebbe da un post del neo eletto in cui racconta ad altri attivisti i risultati della riunione che si è tenuta domenica a Roma tra tutti i parlamentari del M5S con Beppe Grillo e Casaleggio. A svelarlo l’Huffington Post. «Non ci sono state – dice il senatore cagliaritano –  sorprese sulla linea da tenere  già tracciata prima delle elezioni col “decalogo” firmato da tutti noi candidati, che prevede nessun sostegno ai partiti politici, quindi nessuna fiducia a Bersani o chi per loro. Se lo facessimo rischieremmo di scomparire».  Ma è il tono perentorio nei confronti dei 162 parlamentari grillini a dare l’impressione di un movimento telecomandato. «Casaleggio ha detto che se decidessimo di dare l’appoggio a qualche partito lascerebbe il movimento». Dato che il marchio dei Movimento 5 Stelle è di proprietà di Grillo, la frase è un modo implicito per minacciare i nuovi eletti. O si obbedisce al diktat o si fa la fine di Giovanni Favia, il consigliere grillino espulso appena ha cominciato a fare qualche domanda di troppo.