Il Papa pellegrino a casa propria: a luglio sarà in Brasile, a dicembre in Argentina

Anche in materia di viaggi all’estero Papa Francesco scavalca il protocollo. L’annuncio di quella che sarà la sua seconda visita in America Latina nel 2013 non è arrivato né dal Vaticano né dalle autorità argentine: è stata la stampa di Buenos Aires a diffondere la notizia, citando conferme di «alte fonti interne alla Chiesa» e successivamente anche della Chiesa argentina. Il “Papa nuestro”, che già a luglio andrà in Brasile per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù, e che in quell’occasione potrebbe anche fare tappa in Colombia, visiterà il suo paese natale nella prima quindicina di dicembre, e probabilmente approfitterà dello spostamento per includere anche Cile e Uruguay, in una sorta di mini tourné nei paesi più meridionali dell’America Latina. In mancanza di annunci ufficiali le date non sono ancora note, ma secondo la stampa di Buenos Aires Papa Francesco tornerà alla capitale della quale era arcivescovo fino a poche settimane fa prima di Natale ma dopo le elezioni politiche, il cui secondo turno si celebrerà a ottobre. Clarin, il giornale che per primo ha dato la notizia, ne ha approfittato per far notare che le date scelte dal pontefice contano sull’approvazione del governo, «preoccupato dal primo momento che una eventuale visita papale potesse influire sull’animo degli elettori». Il quotidiano, impegnato in un forte scontro politico contro Cristina Fernandez de Kirchner, ha ricordato che quando Papa Francesco era il cardinale Jorge Bergoglio «aveva disturbato in più di una occasione con le sue omelie i Kirchner, che lo avevano identificato quasi come una figura dell’opposizione». Clarin precisa però che da quando Bergoglio è diventato Francesco «in Vaticano si esclude assolutamente una qualsiasi possibile intromissione del Papa in questioni interne del suo Paese». Molti analisti citati dalla stampa argentina in questi giorni hanno anche escluso la possibilità che Francesco possa rispondere alla richiesta di Fernandez de Kirchner di offrirsi come mediatore per il conflitto delle Falkland-Malvinas: essendo argentino, il Papa non sarebbe visto come imparziale, e un suo ruolo attivo potrebbe acuire le tensioni fra il Regno Unito e la Santa Sede. Resta poi da vedere se il Papa includerà anche Cile e Uruguay nel suo viaggio di dicembre. Il Cile è un Paese molto cattolico, e grato al Vaticano per la sua mediazione di pace con l’Argentina nel 1984, mentre l’Uruguay è il Paese meno religioso del subcontinente: il suo presidente, José Mujica, non è andato a Roma per l’intronizzazione di Francesco perché «il nostro è un paese assolutamente laico».