Il Papa: “Non voglio l’ermellino, tengo la mia croce di ferro”

Papa da nemmeno 24 ore e già emergono le prime indiscrezioni che la dicono lunga sul carattere di Papa Francesco. Due
tratti, su tutti, emergono con forza fin dai primissimi atti successivi all’accettazione e alla scelta del nome, la semplicità e la decisione. Non appena condotto nella stanza delle Lacrime, infatti, la sala dove il neo Pontefice abbandona una volta per tutte la talare rossa da cardinale per indossare la veste bianca da Pontefice, c’è stato, secondo quanto si apprende, quasi un braccio di ferro con il Maestro delle Celebrazioni liturgiche, monsignor Guido Marini. Il quale ha proposto al neo Papa di indossare, sopra la veste bianca, la mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino e la croce d’oro. “Questa la mette lei”, avrebbe detto Papa Francesco con piglio deciso, “io mi tengo questa, la croce di quando sono divenuto vescovo, una croce di ferro”. Una scena simile si è ripetuta questa mattina presto, mentre Papa Bergoglio si accingeva a raggiungere la basilica di Santa Maria Maggiore, luogo di culto mariano, dove ha voluto compiere una preghiera per ringraziare la Madonna. “Lasciate la basilica aperta”, ha chiesto ai suoi collaboratori. “Sono un pellegrino e voglio andare a pregare da pellegrino tra gli altri pellegrini”, ha aggiunto. Insofferente, Papa Francesco si è dimostrato subito anche
alle rigide misure di sicurezza. “Non mi servono le guardie, non sono un indifeso”, ha protestato. Parole però, in questo
caso, ovviamente vane. L’era di un Papa che possa andare in giro liberamente per le vie di Roma e magari essere avvicinato dalla gente non è ancora arrivata. Tuttavia, se queste sono le premesse, molto c’è da aspettarsi in quanto a sorprese dal primo Pontefice sudamericano della storia. Intanto, questa mattina, Papa Francesco si è dovuto accontentare di una visita privata a Santa Maria Maggiore, basilica a cui è dovuto accedere da un ingresso laterale. Irrituale anche il suo saluto ai cardinali che lo hanno scelto: “Che Dio vi perdoni…”.