Il legittimo sospetto del Cavaliere: «Vogliono eliminarmi con le manette, puntano a ripetere l’operazione-Craxi»

Ha un serio problema agli occhi, ma dice di vedere bene nel suo futuro e di non voler credere alla riedizione sulla sua pelle dell’operazione fatta con Bettino Craxi. In una lunga intervista a Panorama, che gli dedica il titolo di copertina “parla il super ricercato”, Silvio Berlusconi torna a commentare amareggiato ma senza cedimenti («non posso desistere») i ripetuti comportamenti «di una parte della magistratura, che è mossa da un pregiudizio politico e si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile». «Il mio stato di salute –  dice l’ex premier  – potrà anche suscitare l’ironia di qualche pubblico ministero, gli farà magari chiedere e ottenere una ridicola visita fiscale. Ma a me non impedisce di vedere bene nel mio futuro: io so che a Milano non ho mai avuto giustizia. Anche per vedere riconosciuta la mia innocenza nei tre attuali processi è probabile che dovrò attendere sino alla Cassazione». Il Cavaliere racconta al settimanale che prima di essere stato costretto al ricovero al San Raffaele era talmente sicuro di poter essere presente in aula da aver pensato a una dichiarazione spontanea. «Ai giudici avrei detto “il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che può essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perché capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto”». Malgrado tutto, dice di aspettarsi ancora giustizia e di non aver perso la fiducia. «Anche se i miei avvocati sono di contrario avviso,  non voglio credere che i miei giudici stiano correndo verso una condanna prestabilita». Poi taglia corto e pronuncia il nome di Bettino, tirato in ballo da Grillo come un “augurio”. «Corre voce che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una “operazione Craxi 2”…». Voce confermata dalla gaffe (involontaria?) del democratico Maurizio Migliavacca che annuncia il suo voto favorevole agli arresti del Cavaliere senza che esista una richiesta in questa direzione. Manette preventive? «Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia – dice Berlusconi –  ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica perché sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra». Dopo le «sagge parole pronunciate da Napolitano ieri, dal Pd arrivano reazioni deliranti – commenta Maurizio Gasparri – si oscilla  tra annunci di voto favorevole a un arresto di Berlusconi che nessuno ha chiesto e una minaccia di voto sulla ineleggibilità di Berlusconi. Si tratta di una condotta irresponsabile che rischia di creare una autentica deriva democratica».  È quantomeno «insensato ipotizzare espressioni di voto su una inesistente richiesta», aggiunge Altero Matteoli, «a riprova che i vertici del Pd sono in stato confusionale ed operano per acuire lo scontro politico. Il Popolo della Libertà impedirà con ogni mezzo azioni lesive del voto degli italiani che hanno confermato consenso e fiducia a Silvio Berlusconi».