Il faccia a faccia tra Renzi e Monti rende inquieto il Pd. Prime manovre per smarcarsi da Bersani?

Il faccia a faccia di due ore tra Matteo Renzi e Mario Monti oggi a Palazzo Chigi semina più di un’inquietudine. La notizia, unita a quella della presenza alla direzione del Pd di domani del sindaco di Firenze, ha creato malumori tra i democratici, già logorati dal rebus del dopo-voto. Renzi aveva detto: “Non pugnalerò Bersani alle spalle”. E allora che significa tutto questo attivismo? A cosa è finalizzata questa stagione di protagonismo renziano? Di sicuro c’è che la figura di Renzi è l’unica spendibile contro il dilagare del M5S e a questo deve avere pensato anche Monti, interessato a rivitalizzare il suo centro uscito dalle urne con un risultato deludente. Di certo lo scambio di vedute tra Renzi e Monti ha infastidito diversi esponenti del Pd. “O Monti lo ha ricevuto – attacca il sindaco di Bari Michele Emiliano – per ragioni legate all’amministrazione di Firenze oppure è un incontro improprio”. Libero di vedere il premier, attacca anche Marina Sereni, ma “non è Monti che affida l’incarico al prossimo presidente del Consiglio”. Renzi intanto anche in vista della  riunione della direzione vede i suoi (e non è escluso che abbia avuto uno scambio di vedute anche con esponenti dell’ala veltroniana). Tra le visite di oggi c’è anche spazio per un passaggio all’Anci di Graziano Delrio. I ‘renziani’ per il momento sostengono comunque la proposta del segretario pur puntualizzando che tutto è in ogni caso nelle mani del presidente Napolitano. “Bersani – sostiene il neoeletto parlamentare renziano Dario Nardella – ha il diritto/dovere di fare il primo passo e cercare di costruire un governo con una maggioranza con il Movimento 5 Stelle”. Detto ciò, come evidenzia Paolo Gentiloni, bisogna “lasciare il Colle lavorare a un esecutivo possibile”. Certo, in caso si torni a votare a breve dall’ala renziana non si negano le ambizioni del sindaco. “Se si vota tra sei mesi – spiega l’ex presidente del consiglio regionale dell’Emilia Matteo Richetti – a quel punto penso sia legittimo che Renzi possa pensare a riproporsi agli elettori”.