Grillini e Sel chiedono di bloccare l’Alta velocità (e spuntano i “pentiti” del Pd)

Si è conclusa sotto la pioggia la manifestazione No Tav che ha visto migliaia di persone sfilare in Val Susa, da Susa a Bussoleno, per dire no alla Torino-Lione. Alla manifestazione anche numerosi parlamentari dei Cinquestelle che hanno anche visitato il cantiere della Maddalena. Una giornata storica, secondo il Movimento No Tav, per il quale al corteo hanno partecipato 80mila persone. Appena 7mila, invece, secondo il Sap, il sindacato di polizia, che parla di “flop” della manifestazione. In ogni caso, la Tav irrompe nella scena politica politica nazionale e stravolge i già precari equilibri in Parlamento. Il M5S annuncia che lunedì chiederà l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione con il proposito di bloccare l’opera. E trova ovviamente la  convergenza con Sel: «È un’opera sempre meno sensata con una spesa insopportabile», concorda Nichi Vendola. Il Pd, che da tempo si è espresso a favore della Tav, scopre che al suo interno il tema è ancora dibattuto e vede aprirsi una riflessione che contrappone i pro-Tav, come il senatore Stefano Esposito, e i dubbiosi come Laura Puppato e il sindaco di Bari, Michele Emiliano. Rincara la dose l’esponente del Pd Sandro Plano, presidente della comunità montana della Val di Susa: «Mi sembra sia una manifestazione centrata. Il convegno con Puppato, Boeti, D’Ottavio ed Emiliano ha dimostrato che anche nel Pd qualche ripensamento si incomincia a porre»… Cosa non si farebbe per ottenere la fiducia dei grillini. Senatori e deputati M5S guidano di buon mattino la pattuglia che “ispeziona” il cantiere della Tav a Chiomonte. Ad attenderli una cinquantina di attivisti No Tav, dietro le recinzioni di quella zona off limit che negli ultimi anni è stata scenario dello scontro, spesso violento, con le forze dell’ordine. Nella delegazione ci sono Rocco Crimi, capogruppo a Palazzo Madama, che parla di «devastazione da fermare». Ma anche Laura Castelli, Alessandro Di Battista e Marco Scibona, uno dei leader storici dei No-Tav e ora senatore. Con loro anche dodici parlamentari Sel, che contestano l’opera, guidati da Giorgio Airaudo e Titti Di Salvo. In totale i parlamentari sono una settantina. Stefano Esposito, senatore del Pd, lancia anche una provocazione: «Se votate la fiducia al governo, blocchiamo la Tav». Ed ottiene una risposta dura da Ivan Della Valle, deputato del M5S: «Mai, non facciamo inciuci con chi ha rovinato il Paese negli ultimi 20 anni». Alle 14 il via della Marcia da Susa a Bussoleno. La guidano i No Tav con i parlamentari che si mischiano tra la folla. Crimi viene contestato da un piccolo gruppo di ragazzi che gli urla “fascista”. Si arriva in piazza a Bussoleno dove prendono la parola i protagonisti della giornata. Sulla questione è intervenuta la deputata di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che chiarisce la posizione del suo movimento: «Considero la Tav un’opera fondamentale per lo sviluppo del Piemonte e dell’Italia: la sua realizzazione ci consentirà di rimanere il cuore dell’Europa, mentre il territorio della Val di Susa ne trarrà indubbi benefici attraverso la giusta integrazione tra sviluppo e salvaguardia ambientale. Quello che invece ritengo allarmante – ha continuato l’ex ministro dcella Gioventù – è l’atteggiamento dei parlamentari del M5S che manifestano insieme a quei centri sociali che in passato hanno dato vita alla guerriglia contro il cantiere e le forze dell’ordine. Chi rappresenta le istituzioni e il popolo italiano ha il dovere di condannare chi vuole soffocare il confronto dialettico e democratico con la violenza».