Grasso a Napoli scivola sul “casta style”: auto blu, traffico bloccato e fischi dai cittadini inferociti

All’inizio si scherzava, battute, cazzeggi, sorrisi tra un finestrino e all’altro, in attesa che il corteo presidenziale passasse: «Chisto è trasuto ‘e sicco e s’è mis ‘e Grasso», era la migliore del giorno, citazione di un proverbio napoletano (per l’occasione riferito al neopresidente del Senato) che evidenzia la capacità di occupare un posto con atteggiamento low profile, per poi allargarsi al momento giusto. Poi dall’ironia si è passati alla rabbia. Dopo un’ora di attesa a bordo di auto e motorini, a ridosso di un cordone di carabinieri e vigili che delimitava una larga area del centro interdetta per il passaggio delle autorità militari e istituzionali verso piazza del Plebiscito, dove era prevista la festa dell’Aeronautica, la gente ha iniziato a fischiare. «Deve passare il presidente Grasso, bisogna aspettare», ripetevano le incolpevoli forze dell’ordine ai napoletani, in attesa tra via Roma, piazza Municipio, i Quartieri Spagnoli, le strade che scendono da Corso Vittorio Emanuele. Fino a quando, in piazza Carolina, accanto all’area dove si stava svolgendo la cerimonia militare, s’è sfiorato il tafferuglio, con gli agenti che hanno preso posizione in assetto da sommossa. In piazza, in quel momento, stava parlando il ministro Di Paola, ancora una volta costretto ad ammettere l’impotenza del governo sulla vicenda dei marò, mentre nel cielo sfrecciavano le Frecce Tricolori (ma De Magistris non era contrario agli F35?) e sulla tribunetta il presidente Grasso pregustava un probabile incarico per formare il nuovo governo al posto di Bersani. Peccato, però, quel quel “casta style” esibito dalla seconda carica dello Stato e documentato dalle foto di un gruppo di attivisti dei Verdi Ecologisti, capitanati dal commissario campano Francesco Borrelli. «Si è creato un imbuto di traffico impressionante. Con l’arrivo del presidente Grasso le forze dell’ordine hanno bloccato totalmente la viabilità in buona parte di Chiaia e San Ferdinando. E i cittadini inferociti hanno fischiato verso la macchina che lo scortava», racconta. Probabilmente Grasso, di tutto quello che accadeva intorno al lui, non era minimamente a conoscenza. Ma se ai suoi annunci anti-casta sul taglio degli stipendi e delle auto blu facesse seguire anche una atteggiamento meno invasivo nei confronti della gente comune, con qualche indicazione di sobrietà alla scorta e alle autorità locali, forse ne guadagnerebbe davvero in popolarità.