Gli italiani sentono ancora “profumo di Monti”: non fanno acquisti neppure con i super-saldi

Nemmeno i super-sconti sono riusciti a rianimare le vendite: per i saldi invernali, che sono finiti in molte città, il bilancio è disastroso, dicono i commercianti di abbigliamento e calzature. Federmoda Italia-Confcommercio indica un calo del 10% delle vendite rispetto al già negativo 2012, con uno scontrino medio fermo a 92 euro (-25%). La Fismo-Confesercenti stima vendite in flessione del 20%, nonostante i forti sconti praticati dai negozianti. Insomma gli italiani pagano ancora le conseguenze della politica economica del governo Monti, tutta improntata sulle tasse e quindi sul calo dei consumi: la mancanza di fiducia e di liquidità non ha spinto gli italiani a spendere.
A seconda delle regioni, fin dal primo marzo si sono conclusi i saldi di fine stagione, iniziati, come si ricorderà, lo scorso 6 gennaio. La campagna delle vendite straordinarie invernali si è chiusa, per il settore dell’abbigliamento e calzature, con la conferma di una flessione media delle vendite, imputata alla crisi economica ed a quella generalizzata dei consumi, che in alcune zone del Paese è ancora più incisiva a causa della crisi occupazionale. Di saldi si riparlerà il prossimo luglio, quando torneranno le vendite di fine stagione estive a partire dal 2 (fino al 1° settembre), come richiesto dalla Confcommercio, con l’auspicio che le risultanze possano essere più soddisfacenti.