Fli non si scioglie e scatena il sarcasmo del web: «La prossima riunione in una cabina telefonica»

Gianfranco Fini riconosce la sconfitta alle elezioni (0,4 per cento e nessun parlamentare eletto) ma non si dimette e non scioglie Futuro e libertà. Il conclave di via Poli, durato cinque ore, si è tenuto a porte chiuse. Nessuna diretta streaming, bocche cucite e consegna del silenzio per la cinquantina di dirigenti del partito. La prima nota ufficiale ha riguardato la logistica: computer, telefonini e televisioni della sede di via Poli sono ancora al loro posto «e il contratto di leasing è ancora attivo, non c’è alcuna smobilitazione». La precisazione dell’ufficio stampa di Futuro e libertà è arrivata per ridimensionare le cronache dei giorni scorsi che hanno raccontato di impiegati intenti a salvare il salvabile. Ha fatto il giro del web la storia del dipendente del partito uscito da via Poli con una forma di parmigiano sotto braccio, una delle forme comprate dal partito in segno di solidarietà per i terremotati dell’Emilia.

Il partito non si scioglie, non sbaracca, ma almeno in Rete il verdetto è scritto. Dai tweet di Andrea Scanzi del Fatto quotidiano, giornale un tempo molto vicino ai finiani: «Bocchino ha appena annunciato che quelli di Fli si sono riuniti tutti. Insomma, hanno affittato un monolocale»; «Bocchino ringrazia tutti gli elettori di Fli e fa programmi per il futuro: «Altri 3 e si fa una bella squadra di calciotto!». Ma su Twitter sono in tanti a maramaldeggiare. Come Giovanni Bucchi: «A quanto risulta il consiglio nazionale di di oggi si è tenuto in una Smart» Vito Contesi: «Il sospetto: sta pensando a un nuovo partito? si..il partito della cabina telefonica:lui, Bocchino e Tulliani».  Francesco Rosati: «Il partito non si scioglie” quindi lui e Bocchino continueranno a passeggiare mano nella mano». Fabrizio Boschi sintetizza così la giornata: «La direzione, dopo 4 ore di discussione, ha deciso di non sciogliere Fli. Fini ha detto che “la responsabilità è mia”. E vola a Montecarlo». C’è poi chi come Pierpaolo Roberti trova una motivazione al mancato scioglimento: «Determinante l’entusiasmo per il risultato elettorale ottenuto alle ultime elezioni».