Fiorello vittima della Fatwa grillina invoca la tregua: «La mia gag su Crimi ha divertito anche lui»

Fiorello invoca la pace pasquale con i grillini. Lo showman siciliano aveva osato fare ironia sul presidente dei senatori del M5S, Vito Crimi, colto in flagrante sonnellino alla seconda seduta di Palazzo Madama.  Inquadrando con il suo iPhone la foto di Crimi che sembrava appisolato sui banchi dell’Aula di palazzo Madama, Fiorello, imitandolo, aveva detto: «Non sto dormendo, sono solo in collegamento telepatico con Casaleggio, che è a sua volta in collegamento con Grillo». A Fiorello che ha fatto gag sul Papa, su capi di Stato italiani e stranieri, non era mai capitato di finire oggetto di un’intidimdazione mediatica. Oggi ha formalmente chiesto una tregua su Twitter annunciando ai militanti grillini che il loro rappresentante ha dato il placet. «Ho avuto modo di sentire al telefono Vito Crimi. Assolutamente divertito dalla gag sul suo “sonnellino”. Abbiamo ancora riso al telefono». La furia dei grillini si era scatenata su Twitter con una serie di insulti. A un seguace del Movimento 5 Stelle che gli scriveva «Ti scagli con chi cerca di cambiare l’Italia. Sei un poveraccio», Fiorello aveva replicato: «Ah, già, dimenticavo! Il divieto di satira sul M5s (brutta o bella che sia)». Per poi aggiungere, in un cinguettio seguente: «Qualcuno mi spieghi perché si può scherzare su tutto (Papa compreso) ma non su Crimi».  Indirettamente a questa obiezione ha risposto Beppe Grillo nell’ultimo intervento sul suo blog: «Noi siamo i grandi francescani, prima ancora di Papa Francesco: noi siamo nati il 4 ottobre. Vinceremo, gli altri non hanno scampo e lo sanno». Ecco allora spiegato perché si può scherzare sul pontefice e non su Grillo e il Movimento 5 Stelle: perché Grillo e i suoi seguaci già esistevano prima del Papa.

La parodia di Fiorello che ha mandato su tutte le furie i grillini