«Dimettiti, dimettiti», le contestazioni a De Magistris dopo il crollo del palazzo a Napoli

Non è passata la paura per il crollo di una parte di un palazzo alla Riviera di Chiaia, sul lungomare di Napoli. Per fortuna non ci sono state vittime ma è esplosa la contestazione e nel mirino è finito il sindaco. Non appena è giunto sul posto è stato travolto dai fischi e dagli insulti, oltre al coro «dimettiti, dimettiti». Gli inquilini dei palazzi sgomberati, oltre a quello del crollo anche i due adiacenti, parlano di tragedia annunciata e sostengono che, nonostante le ripetute denunce agli organi competenti, l’amministrazione comunale «non ha mosso un dito». Secondo quanto sostengono i residenti, da due mesi circa il palazzo era sotto monitoraggio da parte dei tecnici per infiltrazioni d’acqua e «lo sprofondamento del palazzo di 10 centimetri». C’è chi mette sotto accusa i lavori per la realizzazione della linea 6 della metropolitana (la stazione di Arco Mirelli si trova proprio di fronte al palazzo crollato). Gli abitanti della zona si sono affidati a un comitato di esperti secondo i quali gli interventi in corso avrebbero alterato la tenuta del sottosuolo impedendo il normale deflusso delle acque a mare. Quanto alle cause del crollo, la Polizia municipale ipotizza possibili infiltrazioni d’acqua. Il cedimento è avvenuto in mattinata. Una nuvola di fumo bianco e un boato fortissimo (qualcuno ha temuto che si trattasse di un terremoto) hanno spaventato i residenti, scesi in strada. In pochi minuti sul posto sono arrivati i mezzi di soccorso, polizia municipale, vigili del fuoco, carabinieri e polizia. Al civico 72, all’angolo con via Arco Mirelli, i soccorritori hanno scavato a mano, con l’aiuto di unità cinofile. Momenti di apprensione per un’automobile della Polizia municipale schiacciata da alcuni massi caduti dall’edificio. I due agenti che vi si trovavano dentro, intervenuti per la segnalazione di una perdita d’acqua, sono vivi per miracolo: erano appena usciti dalla vettura. Solo uno dei due ha riportato lievi conseguenze. Anche un autobus dell’Anm è stato coinvolto nel crollo: all’interno del mezzo sono entrati i calcinacci. Per fortuna il mezzo non effettuava servizio passeggeri. Nessuna conseguenza per l’autista che è stato soccorso dal 118 dell’Asl Napoli 1 e portato in ospedale per ulteriori controlli. Una donna di 37 anni è stata ricoverata per una crisi d’ansia: al momento del crollo era sotto la doccia. A scopo precauzionale le scuole limitrofe sono state evacuate, il traffico interrotto, mentre via Caracciolo è stata temporaneamente riaperta su entrambi i sensi di marcia. Successivamente è stata interrotta la fornitura di gas verso lo stabile crollato. «Ero nel palazzo quando è venuto giù. Ha cominciato a tremare e siamo usciti utilizzando le scale», racconta Diego Fernandes, un commercialista. «Se sono vivo è per un miracolo», aggiunge Vincenzo Senese, che lavora come meccanico dove si è verificato il crollo. «Stavo per prendere l’ascensore quando è mancata la corrente. Per fortuna non l’ho fatto. Sono salito a piedi e ho visto le lesioni nei muri», dice uno degli impiegati degli uffici nello stabile.