Dal M5S no a Bersani: “Non lo votiamo neanche se cammina sui ceci”. Ma domani ci sarà un incontro sulle nomine alla Camera

Giornata frenetica sul fronte grillino in vista delle consultazioni di domani. Il responsabile per la comunicazione del Movimento, Claudio Messora, anticipa la strategia dei Cinquestelle: niente fiducia a Bersani, ma non è escluso un sì ad un esecutivo con persone esterne ai partiti. “Bersani – ha continuato Messora –  è stato bravo, ha fatto una mossa astuta con Boldrini e Grasso, ma il Movimento non darà mai la fiducia a un governo guidato da lui. Nemmeno se adotta il nostro programma e nemmeno se cammina di notte sui ceci”. L’immagine che ora vogliono dare è quella di gruppi che si muovono con compattezza e con le idee chiare dopo l’incidente (archiviato con il “perdono” concesso dal capo ai dissidenti) dell’elezione di Grasso alla presidenza del Senato. Così oggi Roberta Lombardi, capogruppo del M5S alla Camera, in un post sul blog di Grillo spiega come si muoveranno gli eletti: abbiamo, ha detto, candidati per l’ufficio di presidenza, per le vicepresidenze e per i questori, che “sono i veri e propri controllori dei conti della Camera”. “Vogliamo rendicontare anche le caramelle”. Una posizione che è stata confermata poi nel corso di una conferenza stampa molto sui generis in cui Roberta Lombardi dopo aver parlato si è rifiutata di rispondere alle domande dei giornalisti. Ha parlato invece l’altro responsabile comunicazione dei Cinquestelle, Daniele Martinelli: “Qui non si tratta di occupare militarmente le istituzioni, ma di essere inseriti nei gangli con ruoli di controllori”. E infine Roberto Fico conferma le tre candidature alla Camera per vicepresidente, questore e segretario. Bersani ha definito quella dei Cinquestelle una “curiosa” posizione “ma noi – ha aggiunto – siamo uomini di buona volontà”. Subito dopo il “pontiere” Luigi Zanda, neoeletto presidente del gruppo Pd al Senato, si è fatto vivo con Roberta Lombardi, chiedendo un incontro per trattare sulle nomine rivendicate dal M5S. Comincia il valzer delle poltrone anche per gli irriducibili grillini?