Consigli per non favorire l’antipolitica: Casini, Vendola e Di Pietro vadano a lezione negli Usa

Non è una questione anagrafica, perché il politico “anziano” può dare esperienza e contenuti (nessuno si permetterebbe di dire una parola sul lungo corso di personaggi del calibro di Almirante o Berlinguer). È invece una questione di credibilità, perché in Italia sono in troppi quelli che hanno trasformazioni camaleontiche pur di rimanere incollati alla poltrona. In America, invece, uno come Grillo non avrebbe mai potuto ottenere il successo che ha avuto in casa nostra. Sarebbe stato un comico. Un buon comico, un ottimo comico, ma nulla di più. E non si dica che gli americani non capiscono di politica. Semplicemente è che negli Stati Uniti l’antipolitica viscerale, come la nostra, non esiste, perché la classe dirigente americana non ha mai permesso che allignasse. Il motivo lo spiega Mitt Romney, candidato alla Casa Bianca contro Obama nel novembre scorso, con una “lezione” stelle e strisce: «Un minuto sei il candidato repubblicano alla presidenza, il minuto dopo non sei nessuno». Così ha rotto il lungo silenzio nella sua prima intervista dopo la sconfitta elettorale. Un’intervista concessa assieme alla moglie Ann a Fox News, in cui Romney ha detto che l’esperienza politica è stata come essere sulle montagne russe. «È eccitante – ha spiegato – emozionante, ci sono su e giù. Ma prima o poi il giro finisce e tu devi scendere». Devi scendere. Altrimenti la gente lo nota e si arrabbia, e poi si esaspera. E poi vince Grillo o un altro come lui. Prendiamo uno come Vendola. Nel giro di pochi anni ha fatto di tutto e di più, prima contro il Pd e poi con il Pd, a seconda della convenienza elettorale. Risultato? Che anche in Puglia si è beccato un crollo elettorale. A Casini è andata peggio, ossessionato dalla nostalgia democristiana, del centrismo ago della bilancia, pur di rimanere al Luna Park si è messo con Monti e ha perso rovinosamente, come peraltro ha pubblicamente e umilmente ammesso. Di Pietro, invece, per non scendere dalla giostra si è buttato tra le braccia di Ingroia e ha visto il suo partito dissolversi in un’altra formazione di “toghe”, con la conseguenza che dalla giostra l’hanno buttato giù gli italiani. Se la classe politica italiana, tutta, avesse fatto sua la massima non solo di Romney ma di tutti i politici americani, non avrebbe subìto la meritata decimazione da parte degli elettori esacerbati. Perché contro l’antipolitica non è necessario scendere per forza dalle montagne russe. Basta non cambiare macchinetta a ogni giro.