Conclave, è nera la prima fumata sotto la pioggia. Si allontana l’ipotesi Scola?

«Oggi ci aspettiamo la fumata nera», aveva detto padre Lombardi. E così è stato. È nera la prima fumata del Conclave per l’elezione dell’erede di Benedetto XVI. Il risultato arriva come previsto prima delle 20. Le immagini appaiono in una manciata di secondi come “breaking news” sulle prime pagine online dei media di tutto il mondo, dalla Bbc alla Cnn, da Le Figaro al Wall Street Journal. C’è fermento, attesa, poi la delusione. Rapidamente lasciano piazza San Pietro le migliaia di persone e fedeli che hanno assistito con gli occhi incollati al comignolo della Cappella Sistina. Molti abbandonano la piazza parlando al cellulare. Qualcuno commenta al telefono: «Niente, torneremo domani, ma è stato emozionante assistere tutti insieme a un evento che ci unisce». La fumata nera è accolta da un boato, dopo l’attesa di ore sotto la pioggia, ma non c’è ancora nulla da festeggiare. E poco o nulla trapela sull’esito del primo scrutinio. In questi giorni è stata molto accreditata la candidatura del cardinale Angelo Scola, “ratzingeriano” di ferro, che sembra essere tra i favoriti. Secondo alcune indiscrezioni l’arcivescovo di Milano gode di un forte sostegno tra gli europei e sembra che in questi ultimi giorni gli “ambasciatori”, come il cardinale di Bologna Carlo Caffarra, abbiano lavorato molto per far aumentare i consensi. Si parlava  addirittura di 45-50 possibili voti potenziali. La fumata nera dimostra che non è stato possibile far aumentare il «pacchetto” di voti di Scola e e c’è chi sostiene che i tempi lunghi potrebbero invece favorire l’elezione di un “outsider”. Al nome di Scola si aggiungono almeno altri papabili: il canadese Marc Ouellet, anche lui teologo “raztingeriano” come Scola, il cappuccino di Boston Sean O’Malley, Donald Wuerl, di Washington, e il brasiliano Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo. Ma il conclave è imprevedibile e si pensa che se entro giovedì non dovesse esserci la fumata bianca potrebbero anche spuntare altri nomi come il messicano Francisco Robles Ortega, l’ungherese Péter Erdö, l’austriaco Christoph Schönborn, gli italiani Gianfranco Ravasi e Angelo Bagnasco, ma anche nomi dal’Asia e dall’Africa. Il Conclave era ufficialmente iniziato con la chiusura della Cappella Sistina. E uno striscione in piazza San Pietro dei Papaboys. Su una sorta di lenzuolo bianco la scritta in nero: “Fedeli al Papa”, ultimo tributo a Benedetto XVI.