Con la cravatta No-Tav e in fila alla Buvette: il primo giorno di scuola dei parlamentari M5S

Se il buongiorno si vede dall’accredito, a Montecitorio e a Palazzo Madama il testimone del parlamentare naif è passato dai leghisti ai grillini. Un tempo c’era lo Speroni di turno, con il laccio da texano al collo, oggi tocca il senatore M5S della Val di Susa con la cravatta no-tav a far inorridire i commessi di Palazzo Madama. Per l’occasione i palazzi delle istituzioni hanno adottato misure anti-Casta: via le targhe (riservato agli onorevoli senatori) da ascensori e da bagni, così come le code privilegiate nelle agenzie bancarie di Montecitorio e del Senato, fino a ieri riservate esclusivamente ai parlamentari.

Nel loro primo giorno di scuola i grillini hanno brillato per permalosità e rissosità. Anche in questo comportamento molto simili ai vecchi parlamentari del Carroccio. Ricordate gli insulti di Bossi contro i giornalisti? Oggi la palma dell’isteria è andata a Cristina De Pietro: «Voglio essere lasciata in pace», ha sbottato la senatrice genovese davanti ai fotografi.  Un altro neoeletto del Movimento 5 stelle giunto poco dopo non ha gradito le fotografie che gli stavano scattando ed è sbottato con un piccato «dai, non sono un animale da circo». Scene già viste in passate legislature, ma era dai tempi di Borghezio o di Renzo Bossi con quelli di Striscia la notizia.

Meno rissosi e più spaesati i grillini arrivati a Montecitorio: tra loro tanti precari e disoccupati. Sembravano matricole arrivate all’università senza avere fatto neppure un giorno di liceo. Alla buvette avevano detto che non ci avrebbero messo piede, ma in tanti sono andati a pranzo, scoprendo con enorme sorpresa che i prezzi riservati alla Casta sono più cari di quelli del bar del paese. Non a caso una neoeletta ha chiesto di avere indietro lo scontrino per il rimborso: «Ci serve, me lo può restituire?». Occhi puntati anche su Paolo Bernini, 25 anni, famoso per essere vegano e aver sostenuto la teoria del complotto del microchip. L’impressione del neo eletto è stata quello «di una città nella città, un palazzo dove ci sono dei negozi, una cosa strana». In realtà a Montecitorio ci sono solo una tabaccheria, un’agenzia di viaggi e una banca. Di fronte a Montecitorio c’è però Galleria Colonna, dove c’è in effetti un centro commerciale che corrisponde alla descrizione di Bernini. Avrà mica sbagliato ingresso?