Cittadinanza dopo cinque anni, unioni gay e femminicidio: il Pd rilancia le sue priorità per l’Italia

Le priorità per l’Italia? Sul sito del Partito democratico hanno le idee chiare. In home page, sotto il titolo “I diritti per un’Italia più civile” campeggiano tre foto: una donna africana sorridente con il neonato in spalla, le mani di una coppia, una donna che si ripara da uno schiaffo. Tra gli otto punti di un governo guidato da Pier Luigi Bersani ce ne sono alcuni più urgenti di altri: la cittadinanza per chi nasce in Italia da stranieri residenti da almeno cinque anni; la richiesta di cittadinanza anche per chi non è nato in Italia ma è cresciuto nel nostro Paese; il riconoscimento delle unioni gay secondo il modello tedesco. Tra le altre proposte evidenziate sul sito dei “democrat” una legge contro l’omofobia; il riconoscimento delle unioni civili delle coppie omosessuali secondo il modello tedesco;  una legge organica contro il femminicidio; l’istituzione di un Osservatorio sulla violenza nei confronti delle donne; la ratifica della convenzione di Istanbul; il riconoscimento del ruolo delle case e dei centri antiviolenza e il rafforzamento dei servizi pubblici e convenzionati; misure di sensibilizzazione dell’opinione pubblica a partire dalle scuole; l’istituzione del Fondo per il contrasto della violenza nei confronti delle donne. Come per gli altri punti, anche in questo caso le proposte sono pubblicate sul sito del Pd «perché – spiegano da Largo del Nazareno – ciascuno possa commentarle, proporne la modifica, contribuire con ulteriori ipotesi di intervento».

In particolare sulla cittadinanza lampo per gli immigrati, la proposta prevede che dopo cinque anni «può richiedere la cittadinanza italiana anche chi non è nato in Italia ma è cresciuto nel nostro Paese e ha compiuto un ciclo di studi o di formazione professionale». Per quanto riguarda la legislazione sulle unioni civili, si legge che le coppie omosessuali «possono accedere alla disciplina delle unioni civili i partner omosessuali maggiorenni e non coniugati o non conviventi con terzi, e non legati da stretti vincoli di parentela (ascendenti discendenti, fratelli, sorelle)». Tra le altre priorità «una legge organica contro il femminicidio formulata secondo le più recenti Convenzioni internazionali, che costituisca il vincolo per serie azioni di governo».