Caso Marò: Terzi scopre (con 385 giorni di ritardo) che l’India aveva violato il diritto internazionale

A oltre un anno dall’arresto arbitrario dei due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, finalmente la svolta attesa e auspicata esclusivamente dal centrodestra: i due marò italiani resteranno in Italia. Lo ha annunciato la Farnesina – messa sotto pressione dal centrodestra in questi mesi – con una lunga nota nella quale spiega che su istruzioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi, l’ambasciatore d’Italia a New Delhi Daniele Mancini ha consegnato alle autorità indiane una nota verbale con la quale il governo italiano, in relazione al caso dei Fucilieri di Marina, ha reso noto al governo indiano la decisione di non far ripartire i marò per l’India. «L’Italia – si legge nella nota – ha sempre ritenuto che la condotta delle autorità indiane violasse gli obblighi di diritto internazionale gravanti sull’India in virtù del diritto consuetudinario e pattizio, in particolare il principio dell’immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero e le regole della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (Unclos) del 1982. All’indomani della sentenza del 18 gennaio 2013 della Corte Suprema indiana – prosegue la nota – l’Italia ha proposto formalmente al Governo di New Delhi l’avvio di un dialogo bilaterale per la ricerca di una soluzione diplomatica del caso, come suggerito dalla stessa Corte, là dove richiamava l’ipotesi di una cooperazione tra Stati nella lotta alla pirateria, secondo quanto prevede la citata Convenzione Unclos. Alla luce della mancata risposta dell’India alla richiesta italiana di attivare tali forme di cooperazione, il governo italiano ritiene che sussista una controversia con l’India avente ad oggetto le regole contenute nella predetta Convenzione e i principi generali di diritto internazionale applicabili alla vicenda». Pertanto l’Italia ha ribadito la propria disponibilità di giungere a un accordo per una soluzione della controversia, anche attraverso un arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria, chiedendo all’India di attivare le consultazioni previste dalla Convenzione. Con l’occasione, l’Italia ha informato il governo indiano che, «stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso». La decisione, che è stata notificata anche all’ambasciata indiana a Roma e su cui sono previsti contatti tra i due ministri degli Esteri, è stata assunta d’intesa con i ministeri della Difesa e della Giustizia e in coordinamento con la presidenza del Consiglio dei ministri.