Caso Bettencourt, Sarkozy indagato. L’Ump insorge: un complotto contro l’ex presidente

“Ma mi immaginate andare a cena dai Bettencourt e ripartire con i soldi in tasca?”. Nicolas Sarkozy sostiene di non aver mai intascato mazzette dalla ricca famiglia per finanziare la sua campagna elettorale del 2007 ma il giudice non gli ha creduto e l’ex presidente si ritrova ora indagato con il sospetto di circonvenzione d’incapace. Sarkozy ha sempre sostenuto di essere andato a casa Bettencourt una sola volta, il 24 febbraio 2007, per una breve visita di cortesia ad André Bettencourt (morto nel novembre dello stesso anno). Ma il giudice di Bordeaux Jean-Michel Gentil la pensa diversamente. Cogliendo di sorpresa tutti, il magistrato ha messo sotto accusa l’ex capo dello stato. Una decisione “incoerente sul piano giuridico e ingiusta” per l’avvocato di Sarkozy, Thierry Herzog, che ha già detto di voler fare appello. L’ex presidente giudica “scandaloso” il trattamento che gli è stato riservato dalle toghe e ha già riunito i suoi collaboratori più fedeli per preparare il contrattacco. Il suo futuro politico, un eventuale ritorno in campo per il 2017, è ora sospeso alla procedura giudiziaria. Tra i suoi amici c’è chi pensa ad un complotto per impedirgli di ricandidarsi proprio mentre lui stesso, incoraggiato dai sondaggi, è appena tornato a parlare di un suo rientro in politica per “dovere”. Il giudice di Bordeaux, però, è convinto che Sarkozy abbia incontrato più volte Liliane Bettencourt, la novantenne erede del colosso L’Oreal, la donna più ricca del mondo per Forbes, che per l’inchiesta già all’epoca dei fatti era fragile psicologicamente (nell’ottobre 2011 è stata posta sotto la tutela del giovane nipote, Jean-Victor Meyers). Ieri al tribunale di Bordeaux Sarkozy è stato messo a confronto con il maggiordomo, l’autista ed ex governanti dei Bettencourt. Alcuni di loro sostengono di averlo visto più volte incontrare la padrona di casa durante la campagna elettorale per l’Eliseo nel 2007, quella risultata poi vincente. Avallano la tesi appunti su agende e una serie di versamenti bancari da conti svizzeri intestati ai Bettencourt. A ritirare i soldi era stato l’allora tesoriere dell’Ump, poi ministro, Eric Woerth, anche lui sotto inchiesta. Oggi voci scandalizzate si sono levate a destra contro una decisione “stravagante” per l’ex primo ministro Francois Fillon e “irresponsabile” per Henri Guaino, ex consigliere speciale all’Eliseo. Parole pesanti per il sindacato dei magistrati, pronto a denunciare chi le ha pronunciate. Le toghe hanno l’appoggio della popolare ministra della Giustizia, Christiane Taubira. Per la gauche l’indipendenza dei magistrati deve essere rispettata.