Casaleggio preoccupato per il partito-golem

Un sito vicino al Pd ha pubblicato una lettera in cui si “svela” che nel movimento 5stelle sarebbe in atto una infiltrazione fascista. Il gruppo di infiltrati avrebbe al suo attivo già un senatore, un paio di deputati e un consigliere della Lombardia. I fascisti si sono travestiti da grillini ma il sito sa invece che vengono tutti dall’estrema destra e dietro la cospirazione ci sarebbe addirittura l’eterno e immarcescibile Delle Chiaie. Chissà se il maniaco del controllo Casaleggio ne è al corrente. A meno che non si tratti di un contentino per i milioni di elettori di destra delusi che hanno votato Grillo con la speranza non di costruire qualcosa di nuovo ma, almeno, di distruggere qualcosa di vecchio. Sul fatto che ci sia nel grillismo qualcosa di nuovo ci sarebbe da fare una riflessione. Ed è pur sempre vero che nuovo non vuol dire migliore. Casaleggio è un eccellente imprenditore  che ha importato il web-marketing nel Belpaese. Bello (il Paese) ma provinciale. E Casaleggio, esperto comunicatore, ha fatto un partito virtuale e ha vinto le elezioni, solo per dimostrare ai suoi potenziali clienti che oggi il web è lo strumento migliore per fare marketing. E ci è riuscito e ora avrà contratti milionari. Bravo. Ma il risultato è andato oltre le sue aspettative e il suo Golem ha preso vita propria. Conoscete la storia del Golem? Un rabbino di Praga crea un pupazzo di creta che prende vita mettendogli un foglietto di carta con scritto “vita” in ebraico in bocca. Il rabbino lo usa per fare i servizi di casa e la notte lo “spegne” togliendo il foglietto. Una sera si dimentica di togliergli la “parola” e il pupazzo scappa e semina il panico nella città uccidendo e distruggendo. Per impedire che il partito-golem sfugga di mano,  Casaleggio deve imporre regole da setta religiosa. Grillo è il ministro degli anatemi. I primi della classe vengono messi sull’altare e buttati giù quando si montano la testa e pretendono di pensare con la propria testa. Alla fine metà scapperanno e l’altra metà – sempre più fondamentalista – entrerà nella cerchia degli eletti. Ma Casaleggio – checché se ne dica – non è Hitler. Quindi, alla fine, non nascerà nessun “Nuovo Ordine”. Resterà lo stesso disordine. Solo con un commensale nuovo al tavolo delle spartizioni. I mandarini rossi hanno già lanciato l’operazione “aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più…”.