Alla Sapienza di Roma torna la violenza politica: aggrediti i giovani di destra dai collettivi “rossi”

Tre ragazzi pestati gravemente, altri feriti e contusi con alcuni giorni di prognosi riservata. È il triste epilogo di un convegno universitario sui destini dell’Ilva di Taranto “tra ambiente, lavoro e sviluppo” che si è tenuto alla Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza di Rona.  Agli immarcescibili collettivi  della Facoltà di Scienze politiche è bastato l’annuncio della tavola rotonda promossa da Azione universitaria per tornare a esercitarsi nel rito della “cacciata del fascio” dall’università e lanciare il tam tam per impedire che l’iniziativa si svolgesse. Come trenta, quarant’anni fa. La tensione è iniziata fin dalle 10 davanti alla Sala delle Lauree della Facoltà di Giurisprudenza dove una sessantina di militanti dell’Autonomia hanno iniziato a contestare gli ospiti al grido di “Fuori i fasci”, “Pino Rauti è morto”. Contestazioni, insulti e cori sopravvissuti alla colonna sonora degli anni ’70 sono andati in scena per l’intera durata dell’iniziativa, alla quale hanno preso parte Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia,  Valentina Stefutti, avvocato specializzato in diritto dell’ambiente e responsabile giustizia dei Verdi, Arturo Maresca, ordinario di Diritto del lavoro, Massimo Luciani, ordinario di Diritto costituzionale, e Marco Gambardella, ricercatore di Diritto penale. La nostalgia per la violenza degli anni ’70  è stata più forte del confronto sulle conseguenze delle vicende giudiziarie legate all’acciaieria più grande d’Europa. Un confronto plurale, nelle intenzione degli organizzatori, come dimostra la presenza di Valentina Stefutti, relatrice in sostituzione di Angelo Bonelli. Finito il convegno, una volta usciti i relatori e la maggior parte del pubblico, gli studenti “democratici e antifascisti” dei collettivi, armati di caschi e spranghe, hanno aggredito una quindicina di ragazzi di Azione Universitaria che stavano uscendo in direzione del cortile esterno alla facoltà. Tra i ragazzi rimasti feriti sotto le cascate preoccupano le condizioni di due giovani colpiti alla schiena e agli occhi. La contestazione subita dai soliti gruppettari non mi preoccupa «anzi, mi inorgoglisce perché disprezzo senza appello l’intolleranza ottusa che da anni li anima», commenta Fabio Rampelli che ha presentato un’immediata interrogazione parlamentare sugli episodi, «però pretendo che le istituzioni facciano la loro parte per estirpare il  fenomeno che porta studenti universitari promotori di una lodevole iniziativa a essere minacciati, disturbati e malmenati». L’università – conclude il parlamentare – non può più essere un feudo di quattro gatti che si arrogano il diritto di decidere chi può parlare o svolgere iniziative politiche nell’ateneo. Uno degli organizzatore manda su facebook l’intervento dell’avvocato Stefutti «perché – scrive – la capacità di dialogare e trovare la sintesi tra posizioni diverse è quello che ci differenzia dai coglioni che ululano nell’atrio».