Al Colle iniziano le consultazioni al buio. Povero Napolitano, costretto a sorbirsi anche il guru…

Occhi puntati sul Colle. Fischio d’inizio per le consultazioni, al termine delle quali Napolitano affiderà l’incarico per dare vita al nuovo governo. È la settima consultazione in sette anni,  ma stavolta la partita è molto più complessa, il percorso è accidentato, l’unico che sembra avere le idee chiare (ma non i numeri, che non è poco) è Bersani: lui vuole l’incarico. Lo avrà? Dopo aver ricevuto i presidenti delle Camere, Grasso e Boldrini inizia la carrellata degli incontri. Alle 11.30 tocca al Gruppo Parlamentare Misto del Senato, dove è stato eletto all’unanimità capogruppo il senatore Pino Pisticchio del Centro Democratico. Sarà lui ad incontrare Giorgio Napolitano. Alle 12, invece, sempre per il Gruppo Parlamentare Misto, tocca  alla Camera: in questo caso, Napolitano incontrerà Loredana De Petris, eletta con Sel. Del Gruppo misto alla Camera fanno parte 20 deputati: 6 sono del Centro Democratico, 5 del Svp e 9 di Fratelli d’Italia. La timeline prosegue alle 12,30 con l’incontro con i rappresentanti della Svp e alle 12,50 con la rappresentanza della minoranza linguistica della Valle d’Aosta. Pausa e, di seguito, verso le 16.30 sarà la volta dei senatori Per le Autonomie  e Psi. Alle 17 salgono al Colle i deputati di Sel e un’ora dopo deputati e senatori di Scelta Civica per l’Italia. Saranno consultazioni-lampo e si concluderanno domani alle 18 proprio con il big-match Napolitano-Bersani. La giornata-clou sarà dunque quella di domani con i grillini che alle 9,30 -accompagnati da Grillo e forse anche dal guru Casaleggio-, avranno il loro primo colloquio con il Capo dello Stato. Il Pdl salirà insieme alla Lega verso le 10,30. Maroni ha assicurato che il Carroccio «sarà leale con gli alleati e manterrà fede agli accordi». La chiusura con il Pd, nel tardo pomeriggio. Ovviamente è difficile azzardare un pronostico non tanto sulla scelta quanto sulle sue effettive probabilità di successo. Venerdì, Napolitano potrebbe affidare l’incarico a Bersani o a un’altra personalità in grado di raccogliere i consensi della maggioranza parlamentare.